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Autostima: cosa è e come migliorarla velocemente

Autostima: vuoi scoprire come migliorarla velocemente? Tieniti forte perché il titolo di questo articolo potrebbe anche essere tutto quello che hai sempre voluto sapere sull’autostima e non ti hanno mai detto.

Infatti il mio intento è quello di fornirti tutto ciò di cui hai bisogno per comprendere come migliorare la tua autostima.

Non è uno di quei soliti articoli che trovi in giro in cui ritrovi le solite cose banale, ma si tratta di una vera e propria guida pratica.

Infatti ho deciso di organizzare questo articolo affrontando i seguenti punti:

  1. Che cosa è l’autostima
  2. I tre tipi di autostima
  3. I veleni dell’autostima
  4. L’autostima in relazione al tempo
  5. Pratiche per migliorare la propria autostima
  6. I segnali che devi notare per notare se la tua autostima sta migliorando

Il mio intento è quello di fornirti tutto ciò di cui hai bisogno per comprendere come funziona l’autostima e poi per lavorare su te stesso così da poterla migliorare.

Sei pronto per iniziare questo viaggio?

Bene, allora cominciamo!

Autostima: che cos’è 

L’autostima è “il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare ed apprezzare se stesso tramite l’auto approvazione del proprio valore personale fondato su auto percezioni. La parola autostima, infatti, deriva dal termine stima, ossia la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri”.

L’autostima, quindi, ha una valenza prettamente soggettiva, che deriva da ciò che pensiamo di noi stessi in relazione alle nostre capacità, competenze e potenzialità, e non da quello che è il giudizio che hanno gli altri della nostra persona.

L’autostima è un fattore determinante per raggiungere il benessere, non solo fisico, ma anche mentale, perchè è attraverso di essa che riusciamo a relazionarci in maniera positiva e senza pregiudizi con l’ambiente che ci sta attorno.

Tuttavia, non è possibile definire l’autostima come qualcosa di unico, che si manifesta in maniera uguale in ogni persona; la percezione che abbiamo di noi stessi, infatti, dipende sempre da ciò che accade in un preciso e determinato momento della nostra vita e, soprattutto, dal modo in cui noi reagiamo a tali avversità o situazioni positive.

Autostima: tre diverse tipologie 

Proprio per le ragioni viste sopra, è possibile distinguere tre tipologie diverse di autostima, le quali ci definiscono come persone, ma che non sono categorie ben precise e definite, piuttosto un continuum che mette in risalto quello che è un carattere predominate del nostro essere.

Il primo tipo di autostima è l’autostima gonfiata; le persone che ne sono in possesso si reputano superiori agli altri e non hanno alcun dubbio nel sottovalutare e mettere in una posizione di subalternità chi gli sta attorno. Si tratta di un tipo di autostima ovviamente molto dannosa e negativo, perchè si frappone come una barriera tra la persona e il mondo esterno, impedendogli di instaurare relazioni affettuose e sane.

Il tratto dominante di questo tipo di autostima è la competitività, sempre presente, che si caratterizza con una continua volontà di essere al di sopra degli altri. Per chi ha un’autostima gonfiata, la felicità consiste nel raggiungere il successo. Un’autostima di questo tipo è infruttuosa, perchè determina un’incapacità di ascoltare ed essere autocritici. Non riuscendo a correggere i propri errori, le persone con un’autostima gonfiata danno sempre la colpa agli altri, disprezzandoli e comportandosi in maniera ostile nei loro confronti, perchè li vedono sempre come la concorrenza.

Il secondo tipo di autostima è l’autostima alta, grazie alla quale le persone riescono ad accettarsi e valorizzarsi in maniera piena e totale. Si tratta di un’autostima molto positiva, perchè il soggetto è soddisfatto della propria vita ed ha il coraggio e la forza di affrontare con facilità gli ostacoli di ogni giorno, rendendo tutto molto più semplice.

La gioia di una persona con autostima alta non sta nel confrontarsi con gli altri e reputarsi superiore, ma è essere semplicemente ciò che è. Credere in se stessi ed avere fiducia, quindi, sono i tratti distintivi di tali personalità, le quali, dall’alto della loro sicurezza, non si mostrano però arroganti, ma in pieno controllo delle situazioni, evitando che gli avvenimenti negativi possano turbarli e destabilizzarli.

Tuttavia, non sempre è possibile riuscire a mantenere costantemente alta la propria autostima, questo perchè alcuni atteggiamenti aggressivi o passivi, il non adottare altri punti di vista e il senso di competizione che possono essere trasferiti da un dato contesto nel quale si vive (come ad esempio quello lavorativo), possono aumentare il grado di insicurezza, facendolo diventare qualcosa di insostenibile ed insopportabile.

Il terzo tipo di autostima è la scarsa autostima, quella che contraddistingue individui che non si valorizzano, non hanno fiducia nelle proprie capacità e provano insicurezza in ogni situazione; sono persone infelici, continuamente bloccate dalla paura del fallimento in ogni cosa che fanno (o provano a fare). Generalmente una persona con scarsa autostima sente la necessità di parlar male degli altri, perchè è solo screditando chi gli sta intorno che può aspirare a sentirsi meglio con se stesso.

Chi ha una scarsa autostima vive momenti di estrema euforia quando tutto va bene, ma appena qualcosa va storto ecco che la considerazione che hanno di se stessi cala rapidamente, cosa che li porta a farsi influenzare facilmente e a non sostenere né difendere le proprie opinioni.

Ciò che maggiormente blocca le persone con scarsa autostima, però, è l’indecisione, che si esprime nella perenne paura di sbagliare perchè non si ritengono all’altezza della situazione che devono affrontare.

Autostima: i tre veleni che la distruggono

Prima di vedere nel dettaglio come allenare la propria autostima, è importante che ti metta in guarda da tre false forma di autostima, che possono facilmente essere prese per vere, ma che in realtà sono dei terribili veleni, che ci intossicano e tendono a distruggere l’opinione che abbiamo di noi.

Molto spesso, infatti, le persone legano la propria autostima a tre elementi che con l’autostima non c’entrano un bel niente: il raggiungimento degli obiettivi, il paragonarsi con gli altri e il lifestyle.

Ma guardiamoli nei dettagli.

Il veleno degli obiettivi: quando leghiamo la nostra autostima agli obiettivi, ciò che accade potrebbe essere rappresentato da un grafico che ha enormi picchi verso il basso ed enormi picchi verso l’alto. Insomma, ogni volta che raggiungiamo un obiettivo ci sentiamo invincibili, ma quando non ce la facciamo o semplicemente lo ritardiamo, ecco che ci sentiamo come il peggior Fantozzi della situazione.

La verità è che il nostro valore deve essere stabilito a priori. Ciò che tu sei, ciò che vali non cambia se raggiungi o meno un obiettivo.

E’ un concetto difficile da applicare ma sta proprio alla base di una buona autostima.

Non accettare questo vuol dire affidare all’esterno la tua autostima, alienare ad altre persone o ad eventi il potere di stabilire chi sei e quanto vali.

Il veleno dei paragoni: molti dicono: “Io sono migliore di lui“. Oppure: “Tizio è più in gamba di me“.

Sentirci superiori o inferiori agli altri non cambia ciò che siamo. Anzi, a lungo andare tende a far sviluppare due tipi di atteggiamento:

1) un modo di fare arrogante verso chi riteniamo inferiore a noi,

2) un modo di fare servile verso chi riteniamo superiore.

Il punto è che questo atteggiamento, a poco a poco, rischia di trasformarsi in una specie di dipendenza. Diventiamo dipendenti da chi è inferiore a noi, cerchiamo persone che noi riteniamo inferiori (dico noi, perché poi nella realtà dei fatti le cose potrebbero essere diverse) per stare bene e, quando invece troviamo qualcuno che riteniamo superiore, ci sentiamo male, mettiamo in discussione tutto ciò che siamo.

Questo è un campanello di allarme, vuol dire che la nostra autostima non è abbastanza solida. Se vacilla così facilmente, c’è ancora molto da cementare.

Come sopra: ciò che siamo non ha niente a che vedere con gli altri.

Il veleno dello stile di vita: come avrai già capito, il maggior errore che si commette è attribuire a fattori esterni la propria capacità di stimarsi. Anche a fattori che sono dettati dalla società o dai gruppi di riferimento. Una bella macchina, un determinato status sociale, un certo tipo di vacanze, l’abito di marca, il Rolex… tutti questi oggetti, se non desiderati da noi ma interiorizzati perché è questo che la società impone, si trasformano in un altro veleno per la nostra autostima. Quando li abbiamo sentiamo di valere qualcosa, se non riusciamo ad ottenerli ecco che il nostro valore cade. Ma tu cosa vuoi davvero?

Se non fossi cresciuto in questa società cosa desidereresti? Quali sono le cose che dovresti fare per sentirti bene?

Anche in questo caso vale il messaggio di sopra: non lasciare agli altri il potere di stabilire chi sei.

Autostima in relazione al tempo

Devi sapere che esiste un’unica dimensione temporale nella quale possiamo vivere, ed è quella che – per usare un linguaggio zen – possiamo definire Qui e ora. Ovvero il presente. Un presente non da interpretare in senso lato, ma come momento.

In questo caso il presente è il momento in cui stai leggendo queste mie parole, di fronte al tuo computer o sullo smartphone o sul tablet. Il Qui e ora è un presente nel quale (scusa il gioco di parole) sei presente, un presente nel quale sei consapevole di chi sei in quel momento, di ciò che ti sta accadendo, di ciò che ti circonda, delle sensazioni che stai provando. Insomma, un presente trascorso a vivere il presente e non a perdersi nei ricordi o a progettare il futuro. Non che queste due azioni siano negative, ma quando si parla di autostima è utile considerarla solo in base alla propria condizione attuale.

Come mai?
Ti è mai capitato di sentire o dire frasi del genere?

– Se soltanto l’avessi fatto…

– Se solo potessi tornare indietro…

Sono frasi limitanti, che denotano un modo di vivere limitante. Un modo di vivere che si fa opprimere dal passato e non permette di esprimere al meglio ciò che siamo. Ci sono persone che hanno vissuto un passato meraviglioso e altre, invece, che hanno alle spalle anni di sofferenza. Guardare indietro è lecito (e in certe occasioni un vero toccasana) ma se si rende questo passato pesante, se lo si osserva con troppa insistenza, si resta proprio lì, senza avere modo di vivere il presente. E puoi ben immaginare che effetto può avere sulla tua autostima….

Il fatto è che il passato non cambia, è lì, immutabile, e niente che tu possa fare oggi farà in modo che tu possa far andare quegli avvenimenti in modo diverso. Quindi, l’unica cosa che puoi fare è renderti conto che tutto ciò su cui puoi agire è il presente. Quindi, agire qui e ora.

Il passato può fornici spunti, esperienze (positive e negative) da cui trarre lezioni per agire meglio già da adesso, ma poi deve essere abbandonato per vivere nel presente. In questo modo il passato non è più un limite, una dimensione nella quale crogiolarci e che ci impedisce di agire, ma diventa una miniera di impulsi che ci permettono di vivere meglio il presente.
Invece, ti è mai capitato di sentire quest’altro tipo di affermazioni?

– Quando otterrò la promozione allora sì che potrò dirmi soddisfatto

– Se dimagrirò comincerò a piacermi

Anche in questi casi ci troviamo di fronte ad un tempo (questa volta il futuro) che ci limita. Ci limita perché non sappiamo se accadrà o meno. I se e i quando ipotetici sono simili ai rimpianti del passato: in entrambi i casi rimaniamo fermi, volgendo la nostra attenzione altrove, pur di non focalizzarci sul momento più importante della nostra vita. Per l’appunto, il qui e ora.

Ovviamente, non voglio dire che progettare è un male. Anche in questo caso, il futuro diventa potenziante quando lo usiamo come traguardo per un percorso che abbiamo deciso di affrontare. Ma non possiamo stabilire che la nostra gioia è vincolata a quel futuro. Perché tutto ciò che siamo esiste già adesso ed è appunto ora che deve essere vissuto.
Insomma, guardati indietro e apprendi cosa c’è da imparare; guarda verso il futuro e osserva ciò che desideri. E ora, in questo preciso istante, già da adesso renditi conto che non esiste nessun altro momento per essere tutto ciò che puoi.

Quindi, cosa puoi fare quando cadi in queste due trappole temporali?

Domandati: cosa posso fare già adesso per sentirmi al meglio?

E in questo caso la parola chiave è fare.

Ovviamente io non conosco le azioni che possono farti sentire nel modo che desideri, quelle le puoi conoscere solo tu. Proprio per questo rimando a te questa parte, alla tua personale analisi.

Ma attenzione: non cadere nel tranello dell’eccesso di analisi. Se a qualsiasi analisi, infatti, non segue l’azione tutto ciò che stai facendo è dilettarti in una “sega mentale”.

Autostima: le pratiche per migliorarla

Voglio proporti un esercizio.

Prendi un foglio di carta e rispondi a queste domande:

– Quali sono i tuoi obiettivi?

– Quali sono le tue passioni?

– Quali sono i tuoi valori?

Mi raccomando, metti tutto per iscritto. Non te lo dico solo per un mio sadico diletto, ma perché ragionare per iscritto è molto più produttivo e, in più, ti compromette. Quando ti limiti a riflettere, le tue riflessioni possono essere dimenticate, oppure puoi distorcerle, cambiarle, possono modificarsi a causa di quelle aspettative esterne di cui ti ho accennato. Se, invece, le metti per iscritto non possono cambiare e avrai di fronte a te una prova materiale di ciò che pensi.

Una vota che hai risposto alle domande voglio che ti chiedi: “Mi sto comportando coerentemente con tutto questo?

Se non è così stila una lista con tutti i comportamenti che puoi attuare per essere coerente con te stesso.

L’autostima è tutta qui: non ha che fare col riconoscimento degli altri, ma solo col riconoscimento di te stesso.

Ha a che fare con ciò che sei e col modo in cui ti impegni per esprimere ciò sei realmente.

Ovviamente questo è solo l’inizio!

Come forse già saprai uno dei modi migliori per cominciare a sviluppare nuovi comportamenti e nuove abilità consiste nel porsi le domande giuste.

Proprio per questo voglio sottoporti altre domande per la tua autostima:

  • Quali sono i tuoi risultati quando dai il meglio di te?
  • Quali sono i tuoi valori? E in che modo riesci a realizzarli?
  • Cosa desideri e che cosa accade quando fai il possibile per realizzarlo?
  • Come ti senti quando riesci a dare il meglio di te anche se non raggiungi l’obiettivo?

Non limitarti a rispondere a voce, scrivi: infatti, gli elementi da cui dovresti giudicarti sono proprio questi.

L’autostima risiede in ciò che sei e nel modo in cui ti porti avanti.

L’autostima consiste nell’avere il senso di se stessi e nell’agire di conseguenza. Quando riesci a fare questo, allora i fattori esterni sono poca cosa, ti possono far sentire poco più o poco meno contento, ma non intaccano la tua essenza.

Solo allora sei veramente te stesso.

Usa queste domande per ricordare ogni giorno chi sei e cosa puoi fare. E, dopo aver fatto questo, inizia a trovare il modo per essere coerente nelle risposte che ti sei dato.

Tu sei proprio questo.

Non c’è altro!

Autostima: cosa puoi fare adesso

Adesso hai di fronte a te due scelte.

La prima consiste nel trarre da questo articolo ciò che hai letto come delle informazioni. La tua autostima non migliorerà per niente ma di certo da adesso conosci delle cose in più.

La seconda consiste nell’iniziare ad impegnarti giorno dopo giorno le dritte che ti ho dato. Come puoi aver notato si tratta di pratiche molto semplici e che occupano poco tempo. Il motivo è preso detto: per applicarle non devi ritagliarti del tempo, devi semplicemente aver voglia di darti da fare.

Come abbiamo visto, la tua autostima dipende unicamente da te. Nessun altro potrà migliorarla al posto tuo!

Fortunatamente questo percorso può diventare molto più facile, se hai gli strumenti adatti. E gli strumenti in questione sono proprio quelli della Programmazione Neuro Linguistica. Sai, tra un po’ ci sarà il nuovo Practitioner e potrebbe essere per te una buona occasione per dedicarti completamente alla tua autostima. Si tratta di un percorso di trasformazione nel quale imparerai in modo pratico e fattivo la PNL. Sei curioso di conoscere il programma del corso? Allora clicca qui e scoprilo!

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Dr. Roberto Castaldo

 

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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