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Come aumentare la motivazione per raggiungere i propri obiettivi

Abbiamo già parato di come si struttura un obiettivo ben formato, per questo motivo ho deciso di fare un passo indietro. Sì, perché prima di procedere a creare dei piani di azione per raggiungere i nostri obiettivi, è opportuno definire in quale schema generale questi si devono realizzare.

Da questo punto di vista ho trovato molto brillante il lavoro svolto da Robert Dilts. Dilts è stato uno dei primi allievi di Richard Bandler (uno dei due fondatori della PNL) e ha fatto studi molti interessanti sull’applicazione della Programmazione Neuro Linguistica e del Coaching al mondo aziendale. Anche se questi studi, nati per il business, possono essere applicati anche agli aspetti più normali della vita di ogni giorno.

Per Robert Dilts i nostri obiettivi possono avvenire a due livelli diversi, che definisce: ambizione e missione.

Nell’ambizione vanno tutti quegli obiettivi in cui il conseguimento porta un guadagno personale. Ad esempio una persona che fa un lavoro che non ama molto probabilmente lo fa per lo stipendio a fine mese: questo può essere un esempio molto semplice di ambizione. Così come lo potrebbe essere lo stesso lavoratore che torna a casa stanco e, essendo solo, compra una pizza e la mangia di fronte alla televisione con soddisfazione.

Nella missione, invece, c’è in ballo ben più del guadagno personale. Per farti comprendere cosa devo introdurti un altro termine: visione. Per visione Roberto Dilts intende il modo in cui secondo te dovrebbe andare il mondo. Ognuno di noi ha una visione, anche se non tutti ne sono consapevoli.

Per poter comprendere bene la propria visione, basta rispondere a questa domanda: “Se le cose andassero nel modo che ritengo più giusto e migliore, come funzionerebbe il mondo?”

Si tratta di una domanda impegnativa, non è vero?

Una volta chiara cosa è la visione, possiamo passare alla definizione di missione: qui, infatti, si muovono tutti quegli obiettivi che avvicinano anche semplicemente di un passo alla visione. Si tratta di obiettivi che vanno oltre il tornaconto personale, che hanno una risonanza tale da creare degli effetti secondari che si riversano positivamente anche nell’ambiente circostante.

A tale riguardo, Dilts ha potuto notare che un obiettivo per poter essere raggiunto attingendo al massimo delle proprie risorse, deve essere strutturato in modo che l’ambizione, la missione e la visione siano allineate.

Se una persona portasse a termine solo obiettivi in linea con la missione vivrebbe solo per gli altri, tralasciando sé stesso. Mentre vivrebbe solo per sé stesso, ignorando gli altri, se si concentrasse solo sugli obiettivi in linea con l’ambizione. Quindi per un sano equilibrio della persona sono necessari entrambi.

In più quando un obiettivo ricade tanto nell’ambizione che nella visione, allora è possibile attingere a varie forme di motivazioni:

  • La motivazione strettamente endogena, che si potrebbe sintetizzare con l’affermazione: “Lo sto facendo per me!
  • La motivazione legata al nostro bisogno di socializzazione e condivisione. “Lo sto facendo per gli altri”.
  • La motivazione legata al nostro bisogno di giustizia: “Lo faccio perché è giusto”.

Queste motivazioni diventano un vero e proprio motore propulsivo che fornisce forza ed energia per portare avanti l’obiettivo, proprio perché chi lo sta perseguendo è come se si dicesse costantemente: “Lo sto facendo per me, per gli altri, perché è giusto”. È come se ogni stilla di motivazione fosse indirizzata lì, su quel punto di arrivo.

Quindi cosa puoi fare per allineare ambizione, missione e visione?

In questo articolo ti parlerò proprio di questo, fornendoti una struttura che potrai utilizzare per fare coaching con te stesso.

Non si tratta di teoria, ma di pratica. La teoria l’abbiamo vista sino a questo momento. Ora la domanda è: vuoi lavorare su te stesso in modo concreto?

Se la risposta è sì, continua pura. Altrimenti la lettura del resto di questo articolo ti sarà completamente inutile.

Uomo avvisato…

In primo luogo torna sulla domanda della vision:

Se le cose andassero nel modo che ritengo più giusto e migliore, come funzionerebbe il mondo?

È importante che tu abbia chiaro com’è il tuo mondo ideale. Si tratta di puntare la tua completa attenzione su uno splendido sogno… non devi farti bloccare dalle tue convinzioni limitanti, devi semplicemente lasciarti andare, immaginare, creare quello che secondo te è il migliore dei mondi possibili.

Una volta che hai raggiunto una buona chiarezza di questo, passa ad un’altra domanda:

Quali sono le cose che vorresti ottenere solo per il tuo tornaconto personale?

Anche in questo caso, butta giù tutto. Non lesinare nulla e non temere di essere troppo egoista, perché in questa occasione tu devi essere egoista. Ognuno di noi ha delle ambizioni, qualcosa che desidera unicamente per il proprio piacere personale, ed è giusto che ci siano. Così come è giusto andare a prendersele (sempre nel momento in cui ciò non intralci la libertà di qualcun altro).

Nel momento in cui ha delle chiare risposte ad entrambe le due domande, puoi passare alla terza:

In che modo posso ciò che voglio per il mio tornaconto personale può diventare funzionale alla vision?

Nel momento in cui trasporti i tuoi obiettivi legati alla ambizione sino alla missione ecco che trovi nuove motivazioni per perseguire nel tuo scopo.

Puoi fare lo stesso anche con gli obiettivi che sono legati unicamente ad un beneficio per gli altri:

Come posso perseguire questo bene comune avendone un tornaconto?

Molto spesso quando nei corsi dal vivo affronto questo argomento, alcuni studenti cominciano storcere il naso. Il fatto è che per quanto possano trovare giusto rendere un’ambizione qualcosa di positivo anche per l‘ambiente circostanza, non riescono ad accettare che qualcosa fatta per gli altri porti un beneficio anche al singolo individuo che porta avanti l’azione.

Ma nel momento in cui ci rendiamo conto di come funzionano gli essere umani, sappiamo accettare che in fondo non c’è nulla di male a fare le cose per sé e per gli altri, anzi è di gran lunga consigliabile, visto il grado di motivazione in grado di generale.

La domanda, anche in questo caso, potrebbe essere: è giusto fare qualcosa anche per sé, se in questo modo si riesce a fare meglio e più velocemente ciò che andava fatto per gli altri?

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e, in più, se vuoi approfondire davvero la PNL imparando le strategie per fare della tua vita ciò che desideri, clicca qui e scopri cosa ho in serbo per te!

 

Su di me PNL Corsi

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Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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