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Tre idee per rendere più persuasiva la comunicazione verbale

Il fatto che al comunicazione verbale rappresenti solo il 7% del potenziale della comunicazione non deve sminuirne l’importanza e, ovviamente, anche in questo caso esistono accorgimenti tali grazie ai quali è possibile rendere una frase molto più persuasiva.

Il linguaggio che utilizziamo, infatti, si presenta pieno di sorprese nel momento in cui smettiamo di trattarlo come un oggetto consumato dall’abitudine e lo osserviamo con l’interesse di volerne scoprire la ricchezza.

In un precedente articolo ti ho parlato di quali sono le proporzioni nella comunicazione, oggi voglio darti tre suggerimenti su come puoi rendere più persuasiva la tua comunicazione verbale. Si trattano di due accortezze e un principio che, se applicati nel modo opportuno, ti aiuteranno a far accettare più facilmente le tue idee.

Oggi, infatti, la comunicazione è tutto. Attraverso la comunicazione ci rapportiamo con le persone importanti della nostra vita, con i clienti e anche con un mucchio di sconosciuti attraverso internet. Ecco perché è bene comprenderla al meglio, ed ecco perché migliorando la comunicazione è possibile rendere migliore anche la propria vita.

  1. La negazione

Esiste un fenomeno psicologico secondo il quale la nostra mente inconscia non conosce la negazione. Cosa significa questo? Ti faccio subito un esempio: “Prova a non pensare ad una giraffa con cilindro e monocolo”. Che tu ne sia cosciente o meno, per poter eseguire questo compito devi necessariamente pensare alla giraffa con il cilindro e il monocolo, e solo dopo darti il compito di pensare a qualcosa di diverso. Il fatto è che la parola che esprime un’idea è di per sé evocativa (ma questo lo vedremo nel dettaglio al punto 3). La negazione interviene solo in un secondo momento. Ma, intanto, quella cosa l’abbiamo almeno pensata. Quindi la prossima volta che dici a qualcuno “Non agitarti” ricordati di questo fenomeno e, magari, formula la frase in modo diverso. Molto spesso i bravi persuasori usano questa affermazione: “Non fidarti di me”. Ma il realtà quello che ti stanno dicendo è l’esatto opposto: fidati di me.

  1. Il potere cancellatore del “ma”

A volte l’esame attento di una singola parola lascia intravedere un potere insospettato e, come la parola non, anche la parola ma è certamente una di queste. Consideriamo la seguente frase: “Sono d’accordo con te, ma penso che dovresti considerare anche…” L’utilizzo del “ma” come congiunzione tra e due frasi è probabile che faccia percepire la comunicazione come “non sono d’accordo”, indipendentemente dall’intenzione di chi sta comunicando. Il ma (così come il però) sono due paroline tanto usate quanto sottovalutate. Hanno un potere enorme nel cancellare l’effetto della frase precedente. Non a caso Fritz Perls le definì parole killer. Quando si inizia una risposta con “Sì, ma…” ecco che chi ascolta percepisce il tutto come una vera e propria negazione, proprio perché il “ma” elimina il valore del sì.

A riguardo c’è una storiella in cui una madre dice ad una figlia: “Lo so che è brutto ma è ricco”. E la figlia risponde: “Lo so che è ricco ma è brutto”.

È di estrema importanza fare attenzione al modo in cui usiamo il “ma”, così come diventa fondamentale imparare a sostituirlo con la coniugazione “e” oppure l’avverbio “contemporaneamente”.

Nota la differenza tra queste tre frasi:

  • Ciò che dici è vero ma è vero anche il suo contrario
  • Ciò che dici è vero e è vero anche il suo contrario
  • Ciò che dici è vero , contemporaneamente è vero anche il suo contrario

La prima, con il “ma” va a negare il senso dell’affermazione precedente, la seconda e la terza invece vanno ad implicare l’esistenza di entrambe le affermazioni sullo stesso piano.

  1. L’effetto evocativo delle parole

Come accennato al punto 1, le parole che vengono utilizzate hanno un potere evocativo che ci induce ad attivare i nostri sensi. Se, ad esempio, ci troviamo di fronte alla frase “al gusto di cioccolata” ci verrà in mente il cioccolato, forse una sua rappresentazione visiva, o il ricordo del suo sapore. Ma (e nota come questo “ma” è inserito in modo strategico) ci fa sfuggire un elemento importante della frase stessa: al gusto di; ciò implica che ciò a cui si sta riferendo ha il sapore della cioccolata, ma di cioccolata vera e propria non ne ha neppure l’ombra. Inoltre, le parole fortemente legate a contenuti emotivi tendono ad allontanarci da decisioni ragionate e pensate, e il modo in cui ci vengono presentate le cose è determinante per costruire in noi una certa impressione.

Cosa diremmo se ci dicessero che l’intervento dell’esercito potrebbe salvare la vita a 400 persone su 600?

Quasi certamente saremmo propensi ad approvare la missione.

Ma come reagiremmo, invece, se ci dicessero che l’intervento dell’esercito potrebbe causare la morte di 200 persone su 600?

Le cifre sono esattamente le stesse, eppure, nel secondo caso, ciò che nella nostra mente risalta è la morte di 200 persone e, in questo caso, la missione dell’esercito risulterebbe sicuramente meno accettabile.

Lo studio della Programmazione Neuro-Linguistica aiuta enormemente a migliorare la propria comunicazione e a renderle efficace. Per efficace intendo il fatto che ogni volta che noi iniziamo una comunicazione abbiamo una intenzione. Questa intenzione poi può essere raggiunta, così come può fallire. La PNL ha studiato i modelli di eccellenza eccellenti di comunicatori che con le loro parole sono stati quasi sempre in grado di raggiungere i loro scopi, e ha reso questi modelli accessibili e applicabili da chiunque. Ecco perché si dice che il percorso di PNL Practitioner è così trasformativo: perché rende le persone in grado di ottenere quello che vogliono, attraverso tanto alla comunicazione con sé stessi, quanto a quella con gli altri.

Su di me Roberto Castaldo

Roberto Castaldo
Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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