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Qual’è la formula per la felicità?

Qual’è la formula per la felicità?

Una delle cose che le persone hanno disimparato a fare è quella di vivere nel presente. Quando ognuno di noi vive una determinata esperienza non riesce mai a godersela fino in fondo perchè la testa è già proiettata fuori, al futuro, a cosa potrebbe accadere dopo, alle conseguenze, e questo genera ansia, stress, malessere, oppure la mente volge al passato, a ciò che è già successo in precedenza e che, lasciando un segno nel nostro inconscio, va ad influenzare, volendo o meno, quello che succederà. E’ fondamentale riuscire nuovamente a vivere il presente, e per farlo bisognerebbe osservare anche solo per pochi istanti i bambini, i quali, con il loro modo di fare riescono sempre a stare nell’oggi.

Il coach non è uno psicoterapeuta, non aiuta il cliente ad analizzare e a metabolizzare il proprio vissuto emotivo, semmai insegna a gestirlo. Un buon formatore non analizza le cause della sofferenza, ma cerca le soluzioni, lavora sull’autostima e sulla capacità di tenere in costante equilibrio il lavoro e la vita privata. La qualità delle nostre vite, infatti, è direttamente proporzionale alla nostra capacità di convivere con l’insicurezza che ci genera la quotidianità.

Il coaching è la via giusta da perseguire per trovare (o ritrovare) le proprie motivazioni personali, imparando a parlare in modo migliore a se stessi per iniziare a parlare meglio agli altri, a vedere con più chiarezza la direzione che si vuole intraprendere nella vita, utilizzando le proprie capacità e le proprie risorse personali per arrivarci il prima possibile, nella maniera più efficiente. Un coach non rende perfetti, ma aiuta a rendere consapevoli di ciò che siamo e di ciò che vogliamo e possiamo ottenere, aiutando a liberarci dalle limitazioni e dalle influenze che ci vengono proiettate addosso dagli altri e dal mondo esterno.

Non è ciò che abbiamo che ci rende felici, altrimenti non si capirebbe perchè molte persone che hanno tutto, in termini materiali, sono comunque infelici. La felicità è qualcosa che non va ricercato all’esterno, ma è un sentimento, una sensazione, una capacità di essere che trova le sue radici nell’interiorità di ogni persona. Nel momento in cui ognuno di noi riesce a stare bene con se stesso, si ama ed ama la vita indipendentemente da quello che ha intorno, allora ciò che mi circonda sarà un di più, qualcosa di meraviglioso che può arricchire la mia vita, ma non deve essere quella la felicità, perchè se non sto bene con me stesso non ci sarà mai niente all’esterno che potrà cambiare il mio stato d’animo.

Le persone, oggi, sono mediamente più infelici perchè vengono bombardate da tutta una serie di regole su come dovrebbero essere, su cosa dovrebbero fare, su come dovrebbero comportarsi, su cosa dovrebbero avere, e inevitabilmente vengono condizionate da tutto ciò, per questo si crea un gap tra ciò che siamo e che abbiamo realmente e ciò che invece vorremmo essere ed avere. Bisogna essere grati ogni giorno per ciò che si ha, soprattutto tenendo conto che la società nella quale viviamo si trova in quella parte del mondo dove è possibile avere tutti i beni ed i servizi possibili a disposizione, mentre il resto del pianeta vive in situazioni diametralmente opposte rispetto alle nostre, decisamente più disagiate.

Siamo dei privilegiati, eppure veniamo sempre più colpiti da attacchi di ansia, diventiamo dipendenti all’assunzione di psicofarmaci, antidepressivi, tranquillanti e sonniferi che non fanno null’altro che arricchire i bilanci delle compagnie farmaceutiche.

Se la nostra felicità è data da una persona che abbiamo al nostro fianco, siamo totalmente dipendenti da lui/lei e viviamo tutta la vita con il terrore di perderla. Questa non è felicità, è un surrogato, perchè dipende da un fattore esterno che non è sotto il nostro controllo e non parte dal nostro interno. La felicità è trovare le risorse dentro di noi, è la scoperta di quella sicurezza, di quell’amore, di quel senso di unicità che sono il nostro motore di vita. Quando tutto questo è presente in noi allora tutto ciò che ci circonda è bellissimo, meraviglioso e straordinario, tuttavia se non sto bene con me stesso non potrà mai essere la persona che mi sta accanto a farmi trovare la felicità, e se pure ciò avvenisse non sarebbe una decisione personale, ma sarebbe sempre indotta dal mondo esterno, per questo quando veniamo privati di quella cosa è la nostra fine.

Una persona grata di ciò che ha è sempre felice e ricco abbastanza da sentirci appagato. L’incapacità di essere grati è ciò che crea i problemi più grandi. Essere grati e felici, però, non significa non avere dei progetti, dei desideri o dei sogni nella propria vita, piuttosto significa che la mia felicità non è legata ad essi e alla loro realizzazione, ma al fatto che, se anche questi non entrassero mai a far parte della mia esperienza di vita, io sarò ugualmente felice e grato di ciò per quello che ho.

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Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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