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Perché la PNL dovrebbe entrare nelle scuole?

La scuola di certo non è un posto semplice: il bambino, così come l’adolescente, esce da un luogo protetto come la famiglia, e si ritrova con altri coetanei, di fronte a degli adulti che hanno il compito di insegnargli e giudicarlo. Una bella pressione, se teniamo conto di quanto il timore del giudizio sia un elemento radicato in molti, e che crea una vera e propria ansia da prestazione.

A non rendere semplice il percorso scolastico c’è anche un elemento strutturale: la stragrande maggioranza della preparazione degli insegnati si basa sulle materie che dovranno far apprendere durante le ore di lezione, mentre viene lasciano pochissimo spazio (nei migliori casi) alla formazione didattica.

Ci sono insegnanti che riescono ad agganciare e guidare l’attenzione di tutta la loro classe, ad instaurare forti e profondi rapporti, a motivare e spingere i propri allievi verso l’eccellenza. Allo stesso modo è anche vero che ci sono insegnanti incapaci di appassionare i propri alunni. La domanda allora cosa fanno i primi insegnanti che non fanno i secondi? Cosa fa davvero la differenza?

La relazione insegnante-allievo è estremamente complessa, il sistema di educazione, formazione, relazione e socializzazione costituisce il contesto in cui un insegnante si trova. Se la relazione è “forte” e costituisce un contesto stabile in cui lo studente impara, questo studente imparerà e (cosa ancora più importante) imparerà ad imparare.

La Programmazione Neuro-Linguistica ci insegna che un insegnante risulta essere davvero efficace quando riesce a parlare nel linguaggio dei suoi allievi; allo stesso tempo, però, bisogna prendere in considerazione il fatto che ogni studente ha un suo linguaggio e una sua mappa del mondo, quindi nella conduzione di una classe i problemi fondamentali sono:

  • Come parlare diversi linguaggi simultaneamente?
  • Come creare messaggi leggibili dai ragazzi nel loro particolare modo di interpretare la realtà?

I recenti studi sugli stili di apprendimento individuano tre fasi distinte attraverso le quali passano gli individui, ognuna di queste è caratterizzata da un diverso sistema di percezione sensoriale, analisi, elaborazione, archiviazione e uscita delle informazioni:

  • fra i5 e i 7 anni il bambino predilige mediamente una modalità di apprendimento basata sulle sensazioni tattili cinestesiche;
  • tra gli8 e i 12 anni predilige una modalità basata sul canale auditivo;
  • dai 13 anni in poila modalità diventerà di tipo visivo, basata sulle immagini e sulle rappresentazioni interne di concetti astratti.

L’insegnante che adegua il suo metodo di insegnamento agli stili di apprendimento dei ragazzi otterrà la loro attenzione e comprensione, darà loro rispetto e la possibilità di ottenere risultati scolastici motivanti.

Invece un clima distonico, nel quale abbiamo l’insegnante che spiega, valuta, sanziona e tiene la disciplina in classe sembra essere il modo più diffuso per condurre le lezioni, ed anche quello che viene tramandato dalla cultura e dalla tradizione; è come se per alcuni insegnanti le infinite e creative possibilità di essere in classe con i ragazzi si siano ridotte ed impoverite.

C’è da dire che abbiamo passato e passiamo tuttora molto del nostro tempo ad apprendere informazioni che molto spesso dimentichiamo subito, informazioni spesso già obsolete nel momento in cui vengono apprese. Si impara in ogni contesto dalla scuola alla azienda e si investono molti soldi su come migliorare le relazioni con gli altri e con noi stessi e purtroppo sembra abbastanza paradossale che la scuola e l’università (che dovrebbero essere interessate a veicolare informazioni e nozioni di qualità) trascurino di adeguarle ai diretti fruitori mantenendone, invece, la freddezza accademica, rendendo quasi nullo l’impatto degli studi sulla vita reale e quindi l’interesse a farli propri.

La PNL, per fortuna, è in grado di rispondere efficacemente a queste esigenze.

Tre sono le principali caratteristiche della Programmazione Neuro Linguistica che determinano la crescita personale:

  1. lo studio delle capacità creative della mente inconscia,
  2. la descrizione dei processi sensoriali attraverso i quali ogni individuo organizza i dati della realtà sensoriale esterna e li integra con quelli interni già esistenti,
  3. le strategie che avvengono fra input sensoriale e output comportamentale.

Attualmente la PNL continua a progredire sempre su nuovi fronti di ricerca, fornendo una gamma in costante evoluzione di metodi e modelli che hanno come scopo la comprensione del modo in cui pensiamo, del modo in cui percepiamo la realtà, di come utilizziamo le nostre capacità sensoriali e di come selezioniamo i nostri comportamenti verbali e non verbali.

Quindi, dal punto di vista dell’insegnante può essere strategico sapere che il linguaggio che usiamo riflette la nostra esperienza del mondo e quindi che cambiare il linguaggio può significare cambiare visioni limitate, pregiudizi o convinzioni negative, e abituarsi a pensare, parlare e agire in modo più positivo e costruttivo.

Avere una certa conoscenza degli strumenti con cui analizzare le sequenze di comportamento, significa poter interagire con gli altri in modo più positivo ed efficace.

Essere efficace implica sapere ciò che si vuole, essere consapevoli degli effetti delle nostre azioni, ed avere la flessibilità necessaria per modificare i nostri comportamenti in vista del nostro obiettivo.

Le limitazioni che noi stessi ci imponiamo ci impediscono spesso di realizzare il nostro potenziale, facendoci credere di avere poche possibilità di scelta su come comportarci o attivando risposte inadeguate automatiche, impedendoci di vivere pienamente la nostra vita, cogliere le opportunità importanti, risolvere con successo situazioni critiche.

Una delle aree di ricerca e di applicazione della PNL riguarda il Modellamento. Consiste nell’estrazione e nell’analisi puntuale delle strategie comportamentali e dei processi mentali delle persone di successo.

Ad esempio può essere usata con quegli alunni che eccellono nelle materie scolastiche, nelle relazioni umane, nelle capacità e nella velocità di apprendimento e memorizzazione, nella capacità di autovalutazione e autogratificazione, nella creatività e problem solving. Lo scopo di questo metodo è quello di rendere accessibile tutto questo anche a quelle persone che possiedono strategie non altrettanto efficaci (e questo perché uno dei presupposti della PNL è che l’eccellenza si impara e che ne siano tutti potenzialmente dotati).

Ovviamente questo non è il solo strumento, ce ne sono anche altri che, applicati alla didattica, son in grado di far emergere il potenziale nascosto di ogni studente. Se sei curioso, clicca qui e vieni a scoprirli!

Su di me Roberto Castaldo

Roberto Castaldo
Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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