Home / Articoli PNL / Non sei depresso, sei solo circondato dalle persone più s…bagliate!

Non sei depresso, sei solo circondato dalle persone più s…bagliate!

Spesso si fa non poca confusione quando si parla di depressione.

Negli ultimi anni, infatti, il termine viene utilizzato nel linguaggio colloquiale quando si fa riferimento a periodi in cui si è particolarmente giù di morale (“In questi giorni sono un po’ depresso“).
C’è da dire, però, che c’è una bella differenza tra questa depressione e la vera depressione, quella clinica.

Non a caso, la depressione che ci auto-diagnostichiamo non è mai continua ma segue uno schema molto preciso: facciamo qualcosa che ci piace e stiamo bene, poi facciamo qualcosa che non ci piace o ci annoia ed ecco che ci diciamo che siamo depressi.

In realtà in questo caso ciò che è in ballo è la nostra gestione dell’attenzione. Vado più nel dettaglio: la realtà è troppo grande e complessa per essere percepita completamente, così è ovvio che tenderemo a notare solo ciò che entra nei confini del nostro punto di vista.

Il punto di vista altro non è che l’insieme dei particolari su cui concentriamo l’attenzione e il modo in cui li interpretiamo.

Ti faccio subito un esempio.

Hai mai notato che quando sei in coda da qualche parte o sei in un gruppo di sconosciuti, non c’è modo più facile di fare conoscenza che cominciare a parlare delle cose che non piacciono, lamentandosene?

Questo fenomeno è molto diffuso e in parte è condizionato dal modo stesso in cui noi ascoltiamo i media, che orientano la nostra attenzione in modo decisamente massiccio.

Ma anche il nostro gruppo di riferimento è fondamentale in questo caso. Prova a passare un mese in una comitiva di ottimisti, ti sorprenderai di come hai assorbito in parte il loro punto di vista e come ti è più facile notare le cose che ti piacciono e ti appassionano e confermano che puoi riuscire in ciò che fai.

Passa poi un mese in una comitiva pessimista… l’effetto sarà decisamente opposto!

Insomma, ciò che comunemente chiamiamo depressione altro non è che un concentrarsi dell’attenzione su elementi depotenzianti: cattive notizie, persone che ci sottostimano, eventi negativi.

Ma che cosa accadrebbe se tu portassi la tua completa attenzione solo su ciò che ti piace, solo su ciò che ti appassiona, solo sulle persone che ti amano e ti stimano e ti dimostrano affetto, solo su ogni elemento che conferma che tu puoi ottenere ciò che desideri?
Accadrebbe che non solo il tuo umore sarebbe decisamente migliore, ma anche le azioni che metti in atto diventerebbero molto più efficaci, perché supportate da un modo di pensare rivolto verso il positivo.

Voglio fati un altro esempio.

Immagina di essere ad una festa e di voler piazzare due telecamere. La prima la indirizzi al centro della pista da ballo, dove la gente balla e si diverte da morire. La seconda, invece, la punti sui divanetti dell’angolino, dove ci sono tre persone con le braccia conserte che sbuffano.

A questo punto se fai vedere il primo video ad un amico, ti dirà che era una festa bellissima. Se fai vedere il secondo, dirà che è stata una festa noiosissima.
Ma la realtà è che si tratta sempre della stessa festa, l’unica cosa che cambia è dove hai portato la tua attenzione.

A tale riguardo Antony Robbins suggerisce questo esercizio.

Ogni mattina, appena sveglio, fai un elenco di tutte le cose di cui sei grato. Ovviamente parti da ciò che dai per scontato, ad esempio: avere un tetto sulla testa, un amico che ti ascolta, avere l’acqua corrente in casa, la possibilità di uscire con una persona a cui vuoi bene, ecc. Non risparmiare niente, sopratutto le cose che tendi a dare per scontate. Ad esempio potresti pensare che avere l’acqua corrente in casa è normale ma non è così, ti assicuro che non serve andare lontano per sapere che anche nella tua città sono presenti famiglie che non hanno questo privilegio. Non è necessario che l’elenco sia scritto, puoi farlo anche solo mentalmente, purché ti concentri davvero su questi pensieri.

A fine giornata, invece, dedica un po’ del tuo tempo a pensare a tutte le cose vissute nella giornata stessa di cui sei grato. Anche in questo caso, non cercare grandi successi, non cercare elementi eclatanti, ricorda le cose semplici: il sorriso di qualcuno che hai salutato, un caffè preso con un collega, la chiacchierata a telefono con un amico, l’aver finito in modo corretto un compito complicato.

Può sembrare troppo semplice, ma praticando questo esercizio per tre settimane il tuo punto di vista cambia radicalmente, così come la tua depressione inizia a svanire.

E’ una pratica a cui devi dedicare davvero pochissimo tempo: cinque minuti al mattino e cinque la sera; inizia a sperimentare anche solo per verificare se ho ragione o meno.

Da parte mia ti assicuro che ti sorprenderai del cambiamento che vivrai.
Anzi, ti consiglio di suggerire questo approccio a qualsiasi persona viva in questo momento una situazione del genere.

Te ne sarà grata!

Quando si comincia un percorso di crescita personale, iniziare ad essere consapevoli del modo in cui orienti l’attenzione è fondamentale. Ed è una parte essenziale anche del Practitioner di Pnl. Durante le otto giornate di corso, infatti, i partecipanti vengono costantemente allenati ad essere consapevoli del modo in cui indirizzano i propri pensieri e di come, a poco a poco, poterli indirizzare lì dove si è più produttivi.

Per questo, se anche tu vuoi sperimentare questo cambiamento radicale, vieni a dare un’occhiata a questa pagina!

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *