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Come migliorare la propria vita grazie agli amici

Siamo la media delle cinque persone che frequentiamo”.

In base a questo, possiamo dire che un modo per migliorare (in qualsiasi ambito) consiste nel circondarsi di persone/amici di qualità. Ma a che qualità faccio riferimento?

A tutte le qualità che ti supportino nel cambiamento che hai deciso di intraprendere.

Proprio per questo in questo articolo ti parlerò di come è possibile trasformare la tua vita con l’aiuto dei tuoi amici.

Gli amici veri sono persone importanti, persone con cui condividiamo il nostro mondo interiore. Se hai la fortuna di avere amici di infanzia, conoscerai ancora di più la sensazione di tranquillità che ti offre questa conoscenza profonda. Insieme ai tuoi amici, infatti, puoi creare infiniti mondi possibili. È questo quello che accade quando si è in sinergia.

La sinergia è mettere insieme le risorse che si hanno, valorizzando anche le differenze, per produrre la soluzione migliore possibile per tutte le persone coinvolte. Un esempio? Le tue mani sono sinergiche con te, la destra è diversa dalla sinistra e la loro differenza ti permette di fare il laccio alle scarpe. Riusciresti lo stesso facilmente ad allacciarti le scarpe con una sola mano?

Coinvolgere il tuo gruppo di amici a lavorare con te per costruire sinergia, significa diventare un team di crescita per essere persone migliori e per rendere migliore il vostro contesto. (Se sei un adulto e hai già una famiglia, puoi utilizzare questo esercizio per migliorare il tuo rapporto con i familiari.)

Un esempio di sinergia è il gruppo di amici che crea una band musicale; che parte insieme per una vacanza- volontariato; che segue il corso per diventare volontari per i gruppi di sostegno “per i pari” al fine di combattere l’uso di stupefacenti e alcool, ecc… C’è una bellissima osservazione del giornalista David Brooks: “Oltre alle tante cose che non possiamo controllare, ve ne sono altre, come le nostre storie, su cui possiamo esercitare un certo potere. Abbiamo voce in capitolo nella scelta consapevole del racconto che useremo per dare senso al mondo. La responsabilità individuale sta nell’atto di scegliere e rivedere continuamente la metanarrazione che raccontiamo a noi stessi. A loro volta, le storie che scegliamo ci aiutano ad interpretare il mondo. Ci inducono a prestare attenzione a determinati aspetti e ad ignorarne altri. Ci portano a considerare sacre alcune cose e ripugnanti altre. Sono la cornice che dà forma ai nostri obiettivi. Così, mentre la scelta della storia può sembrare vaga e intellettuale, in realtà è molto importante. Il più grande potere di cui disponiamo consiste nella scelta della lente attraverso cui vedere la realtà“.

A questo punto le domande che seguono sono:

  • Qual è oggi la tua storia?
  • Come puoi cambiare la trama?
  • In che modo puoi coinvolgere anche i tuoi amici nel tuo percorso di crescita per condividere con loro la tua evoluzione?

Per aiutarti a rispondere a queste domande voglio proporti l’esercizio del Bastone della parola.

L’usanza del Bastone della Parola risale a tempi molto antichi, tanto che si è persa la memoria del gruppo che per primo adottò questo sistema.

Una storia ci narra che era consuetudine che i popoli cherokee si riunissero in una grande capanna circolare, al centro della quale veniva costantemente alimentato un focolare sacro. Accanto al focolare, qualcuno pensò di sistemare un bel cuscino color porpora su cui era adagiato uno strano bastone da cui pendevano piume e nastrini, con pietre dure incastonate e intarsi di rune e simboli sacri. Il saggio che aveva creato quell’oggetto, lo prese in mano e mentre tutti lo ammiravano incuriositi – e stranamente taciturni – espose la sua idea: chiunque avesse qualcosa da dire lo poteva fare solo fintanto che tratteneva in mano il Bastone della Parola, mentre tutti gli altri avevano il dovere di ascoltare in silenzio e senza interrompere fino a che l’oratore non avesse deposto il bastone al suo posto. Quando questo avveniva, chi voleva replicare doveva prima prendere a sua volta il Bastone per tornare a deporlo al termine del suo intervento.

Non è necessario per forza un bastone, possiamo chiamarlo anche scettro, va bene anche un righello, una palla colorata, insomma un oggetto da te scelto, che ha solo il valore simbolico di definire il “tempo di aria psicologica” per chi ce l’ha ed il “tempo di ascolto” per chi non ce l’ha.

Siediti in cerchio con i tuoi amici e, seguendo il senso del rituale sopra descritto, parti da questa affermazione neutrale “Okay, aiutaci a capire cosa sta succedendo”, permettendo alla persona di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni, senza essere interrotta, senza emettere giudizi, senza approvare o disapprovare, senza valutare le sue affermazioni, ma rimanendo in silenzio, rilassati ad ascoltare.

In questo modo la discussione diviene uno strumento di apprendimento di ciò che l’altra persona ha nel cuore e non un’arma per ferire o vincere una disputa; si attiva la sinergia perché la persona sente l’esperienza di essere stata compresa, con rispetto ed empatia.

Quando ascolti così, dai “aria psicologica” all’altro, aiutando il respiro dell’anima. Il tuo mantra deve essere: “Prima cerca di capire, e poi di essere capito”. Pertanto le regole sono:

  • Usa un oggetto per la Parola (bastone, palla, righello, piuma, o altro), letteralmente o metaforicamente;
  • Sii disposto a capire: stai in silenzio, ascolta, non interrompere il flusso. Puoi usare solo espressioni come: “vai avanti”, “dimmi qualcos’altro”, “Hmm…”;
  • Mantieni l’attenzione alle emozioni e rinforza i sentimenti: “Immagino che tutto ciò ti faccia sentire…” ;
  • Ricorda che stai ascoltando una storia: sii pronto ad imparare, ad ampliare i tuoi orizzonti, a cambiare idea;
  • Assicurati di aver compreso attraverso la ripetizione dei concetti importanti;
  • Mostra gratitudine per il permesso che ti è stato accordato di entrare nella mente e nel cuore della persona.

L’ascolto empatico ha il compito di abbattere i muri di incomprensione, di abbassare le barriere emotive tra voi. Tutto questo apre alla bellezza del processo di soluzione creativo, di cui non sai quale sarà la soluzione migliore in anticipo. È un rischio. Vale la pena correrlo se avrai prima fatto il lavoro dell’ascolto per sintonizzarti con l’altro.

In più gli amici possono offrire un modello di apprendimento per tutte quelle abilità che noi non abbiamo ancora sviluppato.

Ad esempio un tuo amico potrebbe essere bravo nello svolgere un compito che per te è ancora ostile.

Ma non è tutto: un tuo amico potrebbe avere proprio quel tipo di atteggiamento che ti occorre per svolgere al meglio il tuo lavoro, oppure per relazionarti meglio determinate persone.

Anche in questo caso, puoi decidere di prenderlo come mentore.

A questo riguardo, in Programmazione Neuro-Linguistica si parla di modellamento: ovvero, l’arte di riconoscere e replicare tutti quei comportamenti di una persona che gli consentono di ottenere ottimi risultati in un campo specifico.

Ti faccio subito un esempio pratico.

Conosci qualcuno che ha esattamente quel tipo di atteggiamento che ti serve per ottenere un risultato ben preciso?

Perfetto, allora immagina di essere lui: quello che vede, quello che ascolta, quello che prova sia a livello fisico che di emotivo.

Adesso ti faccio una domanda: e se potessi sentirti esattamente come si sente quell’amico, come migliorerebbero le cose?

E poi: Cosa faresti di diverso?

E, infine: In che modo?

Se hai seguito ciò che hai letto, hai già sperimentato in prima persona una strategia di modellamento.

Te la schematizzo:

  • Scegli l’atteggiamento o il comportamento che vuoi modellare
  • Visualizza una persona che eccelle in quell’ambito e visualizzala mentre mostra quell’atteggiamento o esegue quel comportamento
  • Immagina di essere quella persona
  • Mentre immagini di essere quella persona, esegui mentalmente il comportamento o l’atteggiamento all’interno del tuo contesto specifico
  • Immagina la stessa cosa del punto precedente, questa volta con te come protagonista, mantenendo intatte le sensazione di essere ancora quella persona.

Non voglio mentirti: pratica questo esercizio una sola volta non servirà a molto, ma dato che ci vuole molto poco (meno di cinque minuti) ti posso assicurare che se lo praticherai con costanza e per tre settimane, non potrai fare a meno di notare enormi miglioramenti nel campo del tuo apprendimento.

Le persone che ci circondano possono essere potenzianti o limitanti: possono (anche solo con il loro esempio personale) spingerci a fare meglio, a dare sempre il meglio di noi stessi; oppure possono limitarci, spegnere ogni passione che ci coglie, demotivarci a fare ciò che ci fa stare bene. Ecco perché sceglierli bene è fondamentale.

Ad esempio, durante i corsi di PNL, un elemento fondamentale per i partecipanti è essere a contatto con altre persone che hanno il loro stesso desiderio di migliorarsi, di mettersi in gioco, di apprendere cose nuove e di impegnarsi nel raggiungere i propri obiettivi. Quando si è in contatto per una settimana intera (mattina e pomeriggio) con persone del genere, è impossibile non essere coinvolto da un entusiasmo che si fa sempre più esponenziale.

È per questo che molte di queste persone, subito dopo il corso, hanno raggiunto risultati incredibili.

Proprio per questo, se anche tu sei desideroso di fare questo genere di esperienza immediatamente, vieni a dare un’occhiata al nostro prossimo corso in aula.

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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