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Il perdono è una delle chiavi del cambiamento: lo dicono i Kahuna

Uno dei sentimenti più comuni che proviamo è quello del risentimento e del rancore. Quando proviamo questo genere di sensazioni, ci mettiamo in contatto con delle emozioni negative verso qualcuno, ma che in realtà fanno stare male noi.

Tu puoi provare rabbia, odio, rancore, fastidio, repulsione o risentimento verso qualcuno, puoi investire gran parte della tua immaginazione per visualizzare tutte le cose che gli faresti, tutte le cose che gli diresti; puoi passare ore intere a inventare eventuali discorsi in cui gli dici quello che pensi, in cui lo ferisci verbalmente (o addirittura fisicamente) eppure, mentre fai questo, la persona in questione ne è completamente indifferente.

Tu sprechi la tua energia mentale, ti logori con tutte le emozioni negative possibili, mentre l’altro… continua a fare tranquillamente la propria vita, completamente indifferente.

Ed è su questo che vorrei tu portassi la tua completa attenzione: tu continui ad avere un legame con la persona in questione, mentre tale persona evidentemente non ce l’ha più.

Spesso sento persone che dicono di voler raggiungere un determinato obiettivo solo per dimostrare a qualcuno che si sbagliava. Più volte ho parlato con clienti incredibilmente condizionati da genitori, compagni di classe, insegnanti, colleghi e che se prendevano certe decisioni lo facevano solo “Perché così capisce che aveva torto”, oppure: “Perché così posso dargli un bello schiaffo morale”.

Insomma, senza neanche rendercene conto non solo le nostre emozioni ma anche le nostre decisioni in questi momenti non vengono stabilite da noi.

Detto questo, comincia a prendere in considerazione il perdono non più come l’atto caritatevole al quale siamo abituati, ma ad un atto egoista, attraverso il quale è possibile liberarsi da questo condizionamento, così come dalle emozioni negative che lo rendevano possibile.

Quando perdoni qualcuno, infatti, recidi definitivamente il legame che vi teneva uniti e, di conseguenza, la possibilità di essere ancora influenzato da quella persona, anzi, addirittura accetti quella persona.

Con questo non dico che se una persona ti ha ferito la devi perdonare e riprendere la relazione che avevi con lui, assolutamente. Affronta il perdono come un elemento che ti restituisce la libertà di essere tu l’unico artefice delle tue emozioni e delle tue decisioni.

Se poi con quella persona vorrai ancora averci a che fare sarà una tua decisione, ciò che importa davvero è che, nel caso, la relazione andrà a fondarsi non più su quelle sensazioni negative, ma su una base nuova, completamente diversa.

Adesso, non voglio che tu inizi a perdonare tutti quelli che ti hanno fatto del male, ma che cominci a pensare al perdono come l’atto egoistico che ti libera da ciò che ti fa stare male.

Questo radicale cambio di paradigma può esserti incredibilmente utile, per privare del potere queste persone che, anche solo indirettamente, guidano le nostre azioni, riprendendo la libertà di essere tu l’unica persona a decidere della tua vita, così come la libertà di stabilire che tipo di emozioni provare.

Questa idea non è mia ma deriva da una pratica dei Kahuna hawaiani, chiamata Ho ‘Oponopono. Secondo questa tecnica è possibile la risoluzione dei conflitti e la riconciliazioni (con sé stessi come con gli altri) attraverso il perdono.

Immagina solo come sarebbe se potessi cancellare dalla tua vita ogni rancore, qualsiasi risentimento: non sarebbe bellissimo?

E allora perché non cominci a farlo già da ora?

 

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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