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L’infografica e i canali rappresentazionali

L’uso di una infografica è diventato, negli ultimi tempi, il modo di fare comunicazione più utilizzato e più produttivo rispetto a tutte le altre modalità comunicative. Una infografica è, nella definizione fornita da Wikipedia, “l’informazione proiettata in forma più grafica e visuale che testuale. Come tecnica nasce dall’incrocio tra le arti grafiche ed il giornalismo e l’informatica. Le immagini utilizzate, elaborate tramite computer su palette grafiche elettroniche, possono essere 2D o 3D, animate o fisse”.

La scelta di una infografica non è però un puro e semplice capriccio stilistico o una moda dettata dal momento: preferire una infografica ha una spiegazione scientifica ben precisa, che può essere sintetizzata in una serie di dati concreti:

  • il 50%, se non di più, del nostro cervello è coinvolto in processi di tipo visivo,
  • il 70% di tutti i nostri recettori sensoriali sono presenti all’interno degli occhi,
  • il cervello umano impiega un tempo valutabile in 1/10 di secondo per comprendere un’informazione visiva rispetto ad una scritta,
  • la nostra mente utilizza, in media, 150 ms per processare l’informazione proveniente da un elemento grafico, mentre ci mette circa 300 ms per giungere alla comprensione di un testo.

Una infografica, inoltre, aiuta ad ottenere una informazione in maniera molto più veloce, perchè coinvolge maggiormente un utente grazie alla sua grafica accattivante, rende più facile accedere ad una notizia attraverso l’unione di testo ed immagine che determina una maggiore comprensione ed una maggiore capacità persuasiva rispetto al solo scritto e, ancora, presenta una serie di dati che sono più facili da richiamare alla mente, poichè le persone ricordano ben l’80% delle cose che vedono o che fanno, ma solo il 10% di ciò che sentono e il 20% di quello che leggono.

In più, una infografica si sposa perfettamente con l’esigenza sempre crescente che le persone hanno di comprendere le cose in maniera più veloce, in risposta alla sofferenza provata per un sovraccarico di informazioni, in massima parte provenienti dal mondo del web. Su Internet, solo per fare un esempio, circola una mole di informazioni che è cinque volte maggiore rispetto a quella di soli venti anni fa, ed è costituita, per il 28%, da parole, un dato in media con le 100 mila parole che ogni giorno, solamente stando a lavoro, utilizza una persona, una fatica notevole che certamente ci viene risparmiata dall’uso di una bella ed esaustiva infografica.

Preferire una infografica, dunque, è solo l’ultima dimostrazione che avvalora tutta una serie di diversi studi scientifici che hanno da sempre dimostrato come la memoria umana funzioni meglio basandosi su elementi di natura visiva e sensoriale. Il motivo alla base di tutto ciò è da ritrovarsi nel fatto che le immagini, a differenza delle informazioni provenienti dagli altri sensi, tendono ad innestarsi nella mente umana a livello della memoria a lungo termine, il luogo nel quale i dati ricevuti vengono conservati per un periodo di tempo che supera il momento contingente, conservandosi potenzialmente fino al termine della nostra vita.

Sono i cinque sensi gli strumenti con i quali gli esseri umani ricevono ed elaborano le informazioni provenienti dal mondo circostante; è attraverso la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto che riusciamo a percepire i colori, le luci, le forme, i rumori, gli odori, i sapori e la consistenza degli oggetti che costituiscono la nostra realtà di ogni giorno (leggi anche Percezione del mondo).

Gli studi di Bandler e Grinder e della PNL hanno, in base ai sensi, portato alla definizione di quelli che sono i canali rappresentazionali, ovvero quei modelli che gli uomini prediligono per ricevere ed elaborare le informazioni che giungono dall’ambiente esterno. I canali rappresentazionali sono tre, definiti secondo il senso utilizzato in prevalenza; avremo quindi il canale uditivo, che fa riferimento al senso dell’udito, il canale visivo, che fa riferimento al senso della vista, e il canale cinestesico, riferito agli altri tre sensi (olfatto, gusto e tatto).

La definizione del canale rappresentazionale è il primo passo per creare rapport con il proprio interlocutore ed ottenere una comunicazione efficace. Questa e tante altre informazioni sono alla base del corso PNL Practitioner, tenuto in Campania dal dott. Roberto Castaldo, formatore professionista, Master Trainer PNL e fondatore della società di consulenza aziendale 4 M.A.N Consulting.

Se sei interessato a saperne di più sulla PNL e sul corso che sta per iniziare contattaci visitando il sito internet www.pnlcorsi.it

 

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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