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L’apprendimento e le emozioni: come gestire i propri stati d’animo

Le emozioni possono migliorare il nostro apprendimento

Vi è mai capitato di aver studiato tantissimo per un esame o di aver preparato con cura una relazione o un discorso e poi, nel momento in cui dovevate recuperare quelle informazioni apprese, accorgervi di avere talmente tanta ansia da non riuscire a ricordare ciò che avevate imparato?

Questo a volte accade perché i nostri ricordi vengono alterati o, peggio ancora, completamente cancellati a causa delle emozioni che viviamo e del modo in cui interpretiamo ciò che ci accade ogni giorno.

Riprendendo l’esempio delle testimonianze oculari, alcuni studiosi hanno notato come le parole del testimone siano condizionate in maniera determinante dalle emozioni provate durante l’evento e dalla loro intensità.

Alcuni di essi hanno addirittura verificato come il ricordo di un evento possa essere alterato in positivo o in negativo se, mentre lo si vive, un elemento della scena diventa il centro dell’attenzione di chi osserva.

Per esempio, se siamo in un bellissimo ristorante alla moda ed improvvisamente un rapinatore ci punta contro una pistola, la nostra attenzione sarà concentrata sull’arma e, focalizzandoci su di essa, metteremo in secondo piano gli altri elementi della scena.

Essi verranno, per questo motivo, ricordati in maniera negativa, caricati cioè del significato e delle emozioni suscitate dalla visione della pistola.

Ciò si verifica quando, ad esempio, alcuni studenti focalizzano l’attenzione sul professore considerato severo che deve interrogarli, perdendo così di vista i contenuti che devono imparare, caricandoli di significati ed emozioni negative.

Tutte le volte in cui vi è capitato di sentire frasi come: “Il professore di matematica non mi piace e non riesco a ricordare la matematica perché è come se mi si chiudesse la mente” siamo davanti ad un fenomeno simile a quello descritto.

Più lo studente detesta ed ha paura del professore, più tenderà a non amare la sua materia e a non riuscire ad apprenderla.

In alcuni casi, uno stress vissuto in maniera fortissima può portare ad uno stato di dissociazione tale da perdere completamente pezzi di informazione.

Da tali studi si è compreso come il ricordare qualcosa sia influenzato fortemente da fattori emotivi.

Ecco perché diventa fondamentale, per poter apprendere in maniera naturale e piacevole, gestire in maniera efficace le nostre emozioni.

Anthony Robbins, formatore di fama mondiale, scrive: “Capire gli stati d’animo è la chiave dell’eccellenza”.

Dunque, per essere davvero eccellenti nell’apprendere, possiamo agire sugli elementi che determinano la nostra condizione emotiva.

In particolar modo, oggi impareremo ad apprendere utilizzando la nostra fisiologia in maniera utile per noi.

La fisiologia è l’insieme di:

  • postura,

  • mimica,

  • gesti,

  • respirazione

Da come alteriamo tali elementi dipende la nostra capacità di ricordare efficacemente.

Ripensiamo, per esempio, a quando ci sentiamo tristi; il nostro corpo reagisce in modo coerente alle emozioni provate: sguardo verso il basso, testa inclinata, schiena incurvata in avanti, respirazione lenta a “sospironi”…

Questo nostro stato emotivo, espresso attraverso la fisiologia, altera la nostra capacità di percepire la realtà esterna e i diversi stimoli che ci giungono da essa.

Invece, se ci sentiamo tristi, possiamo consapevolmente alterare il nostro corpo assumendo posture, gesti, mimiche e fisiologia che ci consentano di passare da tale emozione ad un’altra.

Se provassimo a tenere la testa alta, respirare in maniera più profonda, a tenere gli occhi rivolti verso l’alto e, in contemporanea, a saltare o ballare, sarebbe difficile riuscire a mantenere l’emozione della tristezza, ma inizieremmo a sentirci subito gioiosi!

Se, per esempio, ci sentiamo ansiosi per un esame o un’interrogazione che dobbiamo sostenere, possiamo alterare alcuni elementi di fisiologia e verificare come, quasi istantaneamente, possiamo sentirci meglio.

Per questo motivo, impariamo come alterare la nostra respirazione per sentirci calmi e rilassati.

Quando ci sentiamo ansiosi e spaventati, il nostro respiro è toracico; vuol dire che, se ci osserviamo allo specchio, ci accorgiamo che ogni volta che facciamo entrare l’aria nel nostro corpo utilizziamo il torace .

Quando respiriamo in maniera toracica, l’organismo va in “simpaticotonia”, per cui il sangue viene pompato più in fretta nel corpo, la sudorazione aumenta per poter ridurre il calore generato dalla tensione, i muscoli sono tesi e pronti all’azione per affrontare un pericolo imminente.

Per poterci rilassare possiamo iniziare a respirare profondamente con il diaframma.

Questo tipo di respirazione produce “vagotonia”: il sangue scorre più lento e in circolo vengono emesse la serotonina, l’acido gamma-amino-butirrico e le endorfine, che producono senso di piacevolezza e rilassamento.

Esercitiamoci ora a respirare in maniera diaframmatica:

  • stendiamoci su di un materasso comodamente in posizione supina,

  • teniamo le braccia stese lungo il corpo e le gambe allungate ma rilassate,

  • diventiamo consapevoli di quando inspiriamo,

  • cerchiamo di mantenere nella fase dell’inspirazione il torace fermo e abbassato,

  • cerchiamo di far scendere l’aria verso l’addome (per far ciò il diaframma si abbasserà spingendo in basso l’intestino),

  • espiriamo.

Se abbiamo inspirato profondamente l’aria uscirà fuori più velocemente di quando è entrata in maniera naturale e non spinta in modo indotto.

Imparare a respirare in maniera diaframmatica rappresenta il primo passo fondamentale per riuscire a sentirci rilassati e sereni, così da poter apprendere naturalmente e piacevolmente ciò che vogliamo e metterci nello stato d’animo giusto per poter realizzare i nostri sogni.

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Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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