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La sintassi somatica: 3 esercizi di PNL di terza generazione

La sintassi somatica è lo studio attivo di come i movimenti corporei si possano impiegare per aiutare a portare la conoscenza nel muscolo, e a estrarre conoscenza dal muscolo.

È un mezzo per accedere alla “saggezza del corpo”. Secondo la sintassi somatica, gli schemi di movimento ripetitivi possono formare la cornice di referenza di un determinato processo di pensiero e, quindi, influenzarne i risultati.

A riguardo Moshe Feldenkras, nel suo libro Il corpo e il comportamento maturo, sottolinea: “Uno stato emotivo ricorrente compare sempre assieme all’atteggiamento corporeo e allo stato vegetativo con i quali è stato condizionato in precedenza. Dunque, quando il complesso emotivo di una persona è stato risolto, simultaneamente viene risolta una specifica abitudine corporea individuale”.

La sintassi somatica è forse uno degli elementi più interessante della PNL di terza generazione. Forse non sai che la Programmazione Neuro-Linguistica ha vissuto tre diverse fasi (e qualcuno oggi dice che siamo nel pieno della quarta) a cui sono corrisposti studi e atteggiamenti diversi.

PNL di prima generazione: è concentrata sulle operazioni cognitive che svolgiamo, attraverso la sua teoria di base. Si tratta degli albori della disciplina che hanno visto diversi psicologi, psicoterapeuti e psichiatri iniziare ad applicare e divulgare le tecniche di PNL nei loro campi. Le sue basi restano e consolidano le altre due generazioni di PNL.

PNL di seconda generazione: questa invece di riferirsi al singolo si è spostato sulle relazioni fra il singolo e i gruppi (come la psicologia sociale). Questa PNL si è dedicata al modellamento di abilità trasversali come la negoziazione, il public speaking e tutte quelle competenze utili nel lavoro e nel business. Oltre a questa specializzazione, però, ci sono stati qui contributi fondamentali come l’introduzione della time-line e dei metaprogrammi.

PNL di terza generazione: questa viene liberamente descritta da Robert Dilts come “PNL di nuova generazione”. Un modello di PNL che in qualche modo “torna indietro” all’atteggiamento di Milton Erickson di “non conoscenza”, del fatto di “non sapere”, di presentarsi ai clienti con la mente “vuota”. Per questo si sono affidati anche al modellamento di discipline spirituali.

Finita la lezioncina di storia, oggi ti voglio parlarti proprio di come la mente somatica può essere utilizzata per avere a tua disposizione un maggior numero di risorse. Molto spesso sentiamo parlare di quanto la mente sia in grado di influenzare il corpo, ma è vero pure il contrario: anche il corpo influenza la mente.

Ti chiedo di mettere alla prova facendo un semplice esperimento.

Pensa a qualcosa che ti rende triste e dagli un punteggio da uno a dieci. Poi mettiti in piedi, bello dritto, con le spalle larghe, il capo leggermente sollevato e un bel sorriso stampato sul viso… e torna a pensare a quel qualcosa di triste. Ti sorprenderai a notare come la percezione della tristezza sia diminuita.

Ma puoi fare lo stesso esperimento anche pensando ad un ricordo felice. Ripensaci e poi assegnagli un punteggio da uno a dieci. A questo punto atteggia la bocca ad un broncio, porta lo sguardo in basso, china il capo, incurva la schiena e lascia penzolare le braccia… e ti renderai conto di come quel ricordo viene percepito in modo di gran lunga meno felice.

Lo strumento più importante che abbiamo per condurre la nostra vita e costruire il nostro futuro è il corpo, con il sistema nervoso. Certamente il manifestarsi dei nostri pensieri e sogni deve, in ultima analisi, passare per il corpo e la fisiologia. La nostra attività mentale si manifesta nel mondo tramite le nostre parole, il nostro tono di voce, le espressioni facciali, la postura del corpo e il movimento delle mani. E il modo in cui usiamo questi fondamentali strumenti di vita è grandemente influenzato dal tipo di attività e discipline fisiche che pratichiamo.

Alla luce di tutto questo voglio proporti tre esercizi per sviluppare la tua sintassi somatica. Si tratta di tecniche estremamente all’avanguardia, create da Robert Dilts e Judith DeLorezer, che hanno lo scopo di:

  • Migliorare le tue capacità
  • Gestire meglio il tuo stato mentale
  • Comunicare con maggiore efficacia
  • Trasformare gli “stati di blocco

Esercizio 1: Far penetrare una risorsa “nel muscolo”

Questo esercizio aiuta a identificare determinati schemi di movimento associati ad uno stato interiore ricco di risorse, in particolare gli schemi che ne aumentano o ne diminuiscono l’intensità.

  1. Identifica uno stato-risorsa (creatività, sicurezza, equilibrio, ecc.) che vorresti manifestare più spesso nella tua vita.
  2. Ricorda un’esperienza in cui hai sperimentato questa risorsa. Assaporane ogni aspetto, identifica qualsiasi espressione fisica spontanea associata allo stato (ad esempio la postura, lo schema di respirazione, i movimenti, la gestualità).
  3. Esplora l’organizzazione delle espressioni fisiche, iniziando a replicarla in prima persona mentre continui a tenere a mente il ricordo che hai scelto.
  4. Nota quali movimenti: a) intensificano lo stato; b) lo affievoliscono; c) lo trasformano in uno stato diverso.

Esercizio 2: Generalizzare lo stato risorsa

Questo esercizio aiuta a potenziare l’accesso a un determinato stato interiore incorporando alcuni fondamentali schemi di movimento a esso associati in altre azioni ed attività. Scegli tre azioni comuni (ad esempio camminare, portare qualcosa, scrivere). E per ciascuna azione:

  1. Torna allo stato risorsa esplorato nell’esercizio precedente, immergendoti in esso e lasciando che esso si esprima liberamente attraverso il tuo corpo.
  2. Inizia il comportamento (camminare, portare qualcosa, scrivere) e adatta l’espressione fisica della risorsa (respirazione, postura, gesti, movimenti) affinché si mescoli e si adatti a quell’attività nel modo più naturale e che più preserva la piena esperienza della risorsa.

Esercizio 3: Applicare uno stato risorsa

In questo esercizio prendi lo stato risorsa che hai esplorato nei primi due esercizi e lo porti in una situazione in cui sarebbe (o sarebbe stato) utile.

  1. Identifica un contesto o una risorsa specifica in cui vorresti poter attingere alla risorsa che hai esplorato negli esercizi precedenti.
  2. Proiettati internamente in quella situazione, immaginando di viverla nella realtà. Nota la postura del corpo, gli schemi respiratori e i movimenti che emergono spontaneamente quando ti metti in quella situazione. Esprimi fisicamente la postura, la respirazione, i movimenti.
  3. Comincia a mescolare l’espressione fisica della risorsa che hai precedentemente esplorato con lo schema di movimento individuato al punto precedente. Nota cosa comincia a mutare nella tua postura, nella respirazione e nella qualità del movimento.
  4. Adatta l’espressione fisica della risorsa in maniera tale che si integri e si adatti alla situazione nel modo più appropriato ed elegante.
  5. Nota come portare lo schema di movimento delle risorsa nella situazione ne trasforma e ne arricchisce l’esperienza.

Quella appena delineata è una sequenza di esercizi che ti permetterà di allenare la tua mente in modo diverso dal solito. È uno strumento di sviluppo personale davvero potente proprio perché andando ad utilizzare il movimento del corpo (e non solo i pensieri) arriva ad influenzare in modo molto più profondo, rendendo più forte le risorse sulle quali hai deciso di lavorare.

Proprio per questo ti chiedo di provare subito queste tecniche e, se ti va, fammi conoscere i risultati che hai ottenuto.

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Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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