Home / Articoli PNL / La comunicazione e i bambini

La comunicazione e i bambini

Per “comunicazione” si intende la vasta gamma di comportamenti utilizzati in maniera intenzionale per trasmettere informazioni, osservazioni e per procurare cambiamenti nell’ambiente circostante.

Il termine comunicazione è collegato alla parola comune, che deriva dal latino “comunicare” (ovvero condividere), che è a sua volta correlato alla parola latina communis (comune). La comunicazione, quindi, è fondamentalmente uno scambio di informazioni tra individui, che consente di trasmettere il sapere di generazione in generazione, divenendo in questo modo un vero e proprio veicolo culturale. La comunicazione è anche un’abilità mentale tipica della specie umana, in quanto prevede la produzione linguistica e di segnali non verbali, diventando una capacità cognitiva a tutti gli effetti, come l’apprendimento, la memoria e l’orientamento.

Evidenziamo ancora una volta che comunicazione vuol dire mettere in relazione con l’altro, condividere ed in taluni casi influenzare ed essere influenzati (leggi anche www.pnlcorsi.it/migliorare-la-comunicazione-per-mantenere-alta-lautostima/).

La comunicazione è quindi un veicolo di messaggi che possono essere fondamentalmente di due tipi:

  • di contenuto, in questo caso l’informazione che si invia all’interlocutore attraversa il canale verbale;
  • di relazione, che si focalizza sul modo in cui i partecipanti alla conversazione si vivono mentre parlano.

Vediamo più da vicino questi due modi di esplicare la comunicazione:

  • comunicazione verbale: caratterizzata dall’utilizzo del linguaggio, permette di esprimere, tramite l’uso di parole pronunciate o scritte, ciò che si intende riferire all’interlocutore,
  • comunicazione non verbale, che trova espressione nel tono della voce, nella postura, nei gesti e nello sguardo. La comunicazione non verbale può essere in accordo con quanto enunciato verbalmente, ma può anche sconfessarlo.

È possibile, quindi, riassumere che la comunicazione è l’insieme di due livelli di informazione con veicoli diversi, quello verbale o linguistico (più gestibile e soggetto alla volontà dell’individuo), e quello non verbale (appartenente al corpo e molto meno controllato).

La comunicazione diviene efficace nel momento in cui i due interlocutori riescono a trasferirsi informazioni chiare e decodificate senza essere per questo soggetti a giudizio o ammonizioni; pertanto è necessario che gli interlocutori condividano lo stesso linguaggio e gli stessi segni o simboli, insomma lo stesso codice.

Lo psicologo clinico, appartenente alla scuola di Palo Alto, Thomas Gordon, sottolinea l’importanza che nella comunicazione efficace ha l’interazione di fattori affettivi, cognitivi, relazionali, culturali e sociali. Egli sostiene che la comunicazione è un fenomeno interattivo, per cui ogni messaggio crea un feedback fondamentale per comprendere se l’ informazione è stata realmente colta.

La comunicazione efficace può trovare accoglimento in molti contesti come ad esempio la scuola, soprattutto per migliorare il livello della comunicazione tra insegnante ed allievo.

Ma come si comunica con i bambini?

I bambini, per il loro sviluppo sano, hanno bisogno di vivere quotidianamente situazioni comunicative che siano stimolanti, gratificanti e soprattutto chiare. Infatti, fin dalla frequentazione della scuola dell’infanzia , entrano in contatto costante con i coetanei e gli adulti, con i quali trascorrono moltissimo tempo, stabilendo relazioni solide e significative, comunicando regolarmente, trasferendo loro informazioni e ricevendole.

La comunicazione è fondamentale per gli essere viventi, tanto che uno studioso appartenente alla scuola di Palo Alto, Paul Watzlawick, autore del libro “Pragmatica della comunicazione umana ” afferma che è “impossibile non comunicare”. L’assioma appena descritto rimanda a pensare ancora una volta ai bambini e a come, quando ancora in fasce, riescono ad esprimere i propri bisogni o emozioni anche senza conoscere la lingua di origine. È importante che la scuola dell’infanzia offra ai suoi alunni scambi comunicativi adeguati all’età dei soggetti, accrescendo in loro curiosità conoscitiva e relazionale. Ruolo fondamentale nello scambio comunicativo è quello dell’insegnante, il quale deve trasmettere ai bambini non solo informazioni didattiche, ma anche norme applicabili nella società, come ad esempio una comunicazione efficace per risolvere in maniera corretta le problematiche ed i disagi senza ricorrere a violenze verbali o fisiche.

Non si può non comunicare è anche una delle premesse sulle quali si fonda la PNL, che in Campania ha uno dei suoi massimi esponenti nel dott. Roberto Castaldo, Master Trainer di PNL e fondatore della 4 M.A.N Consulting, che a Napoli tiene il suo corso PNL Practitioner.

Vuoi imparare anche tu a comunicare in maniera efficace? Richiedi tutte le informazioni sui prossimi corsi al sito www.pnlcorsi.it/contatti/.

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *