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Il dèjà-vu: è stato scoperto cosa lo provoca

 Scoperto cosa provoca il fenomeno del deja-vu.

Ti è mai capitato di trovarti in una situazione che sei certo di aver già vissuto? Un luogo, un’azione, un dialogo, una persona o un avvenimento che pensi siano accaduti nel passato ritornano davanti ai tuoi occhi e nella tua mente e ti fanno sentire come se stessi viaggiando indietro nel tempo? Tranquillo, non c’è nulla di cui preoccuparti, anche perchè è un evento che accade almeno una volta nella vita della stragrande maggioranza degli esseri umani. Questo fenomeno ha un nome ben preciso: dèjà-vu.

Il dèjà-vu si manifesta come un lievissimo capogiro della durata di pochi istanti, ma la sensazione che ne deriva può prolungarsi anche per diversi secondi. Quando avviene il dèjà-vu? Bella domanda, l’unica risposta certa è quando meno te lo aspetti. A cosa è dovuto? Fino a qualche giorno fa anche a questa domanda nessuno avrebbe saputo rispondere, ma oggi grazie ai ricercatori dell’Istituto di bio-immagini e fisiologia molecolare del Cnr e alla clinica neurologica dell’Università Magna Graecia di Catanzaro un po’ di luce sulla questione è stata fatta.

La totale assenza di spiegazioni su questo fenomeno psichico era finora legata ad una sbagliata base di studio, infatti il dèjà-vu era stato sempre studiato in condizioni di normalità, senza prendere in considerazione quello che accade nelle condizione patologica. Si è così passati dallo studio dei soli pazienti “sani” allo studio anche dei pazienti affetti da epilessia poiché, come spiegano gli esperti, “le illusioni causate dal dèjà-vu sono in realtà manifestazioni epilettiche provocate da scariche all’interno del cervello”.

Così i ricercatori hanno iniziato a confrontare il cervello di diversi pazienti che spesso incorrevano nel dèjà-vu, tanto persone “sane” quanto persone affette da crisi epilettiche. Il risultato della ricerca è stato sorprendente: “Tutte le persone soggette a dèjà-vu – dichiara il dottor Angelo Labate, neurologo del Cnr e docente presso l’Università catanzarese – presentano anomalie a livello morfologico che coinvolgono però aree cerebrali diverse. I pazienti affetti da epilessia hanno anomalie localizzate nella corteccia visiva e nell’ippocampo, cioè quelle aree cerebrali che servono al riconoscimento visivo di persone ed oggetti e alla memorizzazione a lungo termine. Questo dimostra che la sensazione di dèjà-vu riportata dai pazienti durante un attacco epilettico è un sintomo organico di una memoria reale, anche se falsa”.

E per le persone “sane”? In quel caso le condizioni che generano il dèjà-vu sono dovute a variazioni anatomiche di lieve entità, localizzate nella corteccia insulare, l’area cerebrale con il compito di inviare le informazioni derivate dai cinque sensi all’interno del sistema limbico, quello più strettamente collegato alle emozioni e all’umore.

“La sensazione di vedere o sentire qualcosa di già visto o sentito – spiega il dottor Antonio Cerasa, neurologo del Cnr – sarebbe semplicemente da ricondurre ad un fenomeno di sensorialità alterata dello stimolo percepito. In poche parole, non sarebbe un ricordo alterato, bensì una sensazione che abbiamo già provato e immagazzinato nel nostro cervello e che viene attivata di nuovo, richiamando una stimolo presente nella nostra memoria, collegato precedentemente ad un certo accadimento. In pratica riviviamo la sensazione provata in un dato momento della nostra vita, non di certo la situazione stessa, anche perchè questa eventualità sarebbe del tutto improbabile”.

Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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