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Gaslighting: una strategia avanzata di controllo mentale

Il termine gaslighting è utilizzato nel campo della persuasione per definire un determinato tipo di comportamento manipolatorio messo in atto da una persona per fare in modo che l’altra dubiti di se stessa e dei suoi giudizi sino al punto di sentirsi confusa e costantemente in errore.
Questo termine prende spunto dall’opera teatrale del 1938, intitolata appunto Gas Light. Da questa poi sono state tratte due versioni cinematografiche, tra cui una diretta da Alfred Hitchcock, Rebecca – la prima moglie.
La trama del film è molto semplice: un marito cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, e insistendo che la moglie si sbaglia o ricorda male quando nota questi cambiamenti.

Lo scopo del gaslighting è minare ogni certezza della vittima, farla dubitare di sé, della propria percezione, delle proprie convinzioni. Quando questo accade, l’effetto è dirompente: la fiducia della vittima in se stessa crolla, al punto tale che dovrà trovare qualcun altro al quale affidarsi, delegando a lui, alla sua percezione, alle sue convinzioni, quella sicurezza che ormai non ha più.

Si tratta di una vera e propria forma di violenza psicologica, che nella stragrande maggioranza dei casi viene perpetrata da persone care: come amici stretti e, ancora di più, partner.
Alla base di questa strategia di manipolazione ci sono messaggi di svalutazione, che feriscono emotivamente la vittima. Questi messaggi sono ripetuti, accumulandosi, creando un effetto palla di neve che finisce col sommergere ogni percezione di sé positiva della vittima.

Lo scopo di questa tecnica è rendere la vittima completamente dipendente dal carnefice. Infatti possiamo definire l’intera tecnica in due passaggi:
1)    Minare la fiducia della vittima, al punto tale da farla dubitare di se stessa (e, meglio ancora, del mondo circostante)
2)    Fare in modo che percepisca il manipolatore come l’unica persona di cui si può fidare.

Ciò che però trovo davvero interessante di questa pratica è come ognuno di noi possa usarla su se stesso per automanipolarsi. Ovvero, programmare la propria mente verso una direzione che ha scelto consapevolmente.

Mi spiego meglio: immagina come sarebbe se tu potessi dubitare di tutte quelle convinzioni che ti impediscono di ottenere ciò che desideri.
Ma cosa intendo per convinzioni che ti impediscono di ottenere ciò che desideri?

Ti faccio un esempio che spesso affronto quando lavoro a tu per tu con un cliente.
Mi può capitare che ho a che fare con una persona che non riesce a trovare lavoro. Così gli domando: “Come mai non ci riesci?”
E lui mi risponde: “Perché si sa, a questo mondo vanno avanti solo i raccomandati!”

A questo punto la prima cosa che vado a fare e trovargli una serie di persone che lavorativamente ce l’hanno fatta anche senza raccomandazione. Poi, insieme, cerchiamo contesti professionali dove la raccomandazione viene reputata un’aberrazione. E, infine, torniamo con la mente a persone che il soggetto reputa raccomandate e si cercano segnali che possono minare questa sua convinzione.

Quello che succede in questo modo è un processo assolutamente inverso al gaslighting. Ovvero, se nel gaslighting si sostituisce la percezione della vittima con degli elementi non reali, in questo caso la mente del soggetto viene colmata con particolari della realtà su cui non portava l’attenzione; insomma, la sua percezione viene abbondantemente arricchita da elementi potenzianti.

Quindi, cosa puoi fare se anche tu vuoi usare questa tecnica?
Te la schematizzo in modo semplice:
1)    Pensa a qualcosa che vuoi fare
2)    Pensa a tutte le convinzioni che hai sul quel qualcosa. Scrivile e una volta scritte, segna tutte quelle depotenzianti, ovvero tutte quelle convinzioni che ti impediscono di agire o di non mettercela tutta.
3)    Seleziona una delle convinzioni e, sempre per iscritto, scrivi tutte le volte che si è rivelata sbagliata per le persone che conosci.
4)    Scrivi poi tutte le volte che questa convinzione si è rivelata sbagliata per te stesso, in modo da arricchire la tua mappa del mondo di nuovi elementi, che indeboliscano sempre di più la convinzione depotenziante.
5)    Domandati: “Quale sarebbe la convinzione che mi supporterebbe in ciò che voglio fare?”
6)    Una volta scelta, cerca nella memoria situazioni in cui questa convinzione si è rivelata vera per te così come con gli altri (anche in questo caso, dedicaci qualche giorno).

Attenzione: una delle cose che spesso accade quando si mette in atto questa strategia è una forte resistenza. Infatti, usare questa tecnica significa comunicare a se stessi il messaggio: “Io mi sbagliavo”. Che è una cosa che raramente piace, anche perché uno dei bisogni umani è proprio quello di sicurezza (è per questo che ci piace così tanto avere ragione). Nel caso anche tu dovessi trovare delle resistenze, non demordere, perché vuol dire proprio che stai scardinando quella convinzione depotenziante; è il segnale che ti stai liberando di un vincolo che non hai deciso, per andare verso una direzione che hai deciso consapevolmente.

In più, molto spesso questa tecnica viene segnalata come una sorta di strategia ninja da mettere in atto in quindici minuti. Personalmente non trovo questa una scelta funzionale. La peculiarità del gaslighting infatti è quello di minare la sicurezza del soggetto a poco a poco, di modo da lavorare in modo certosino su ogni elemento che dà certezza alla vittima. Proprio per questo ti consiglio di usare lo schema riportato sopra dedicandoci un po’ di tempo per alcuni giorni (possono anche essere dieci minuti al giorno), di modo da essere certo di spazzare via ciò che non vuoi e rendere presente tutti quegli elementi, tutte quelle credenze che ti permettono di ottenere ciò che desideri.

Quali sono per te le convinzioni che ti impediscono di ottenere ciò che desideri? E se scomparissero oggi, come sarebbe la tua vita?
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Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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