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È davvero possibile controllare la percezione del dolore?

Il dolore altro non è che una sensazione tattile utile alla nostra sopravvivenza. Si tratta di un campanello di allarme che ci avvisa che “qualcosa non funziona come dovrebbe”. Proprio per questo motivo “sentire dolore” è una fortuna: perché può permetterci di capire, ad esempio, che abbiamo inavvertitamente appoggiato la mano su un fornello.

Purtroppo esistono condizioni cliniche in cui lo stimolo continuo del dolore è “inutile”, ovvero: non sta più agendo per la nostra sopravvivenza.

I casi più noti a tale riguardo sono i dolori dell’arto fantasma in cui si prova dolore per “qualcosa che non c’è più”.

L’ipnosi [ www.ipnosipertutti.it ] è una delle vie migliori per trattare dolori del genere… ma non voglio parlarti di questo.

Voglio parlarti, invece, della “percezione del dolore di tutti i giorni”.

Come fare in modo che, ad esempio, la puntura di una vespa faccia meno male possibile.

Ma prima di dirti questo vorrei – per onestà intellettuale – condividere con te le mie fonti.

Secondo un recente studio condotto dallo psicologo Patrick Haggard della University College di Londra “la semplice osservazione della propria mano può migliorare le sensazioni tattili”.

Si tratta della capacità di distinguere le sensazioni tattili minime: in pratica più sono ravvicinati (spazialmente) due stimoli e più si fa difficoltà a percepire in quali punti siamo stati “toccati”.

Haggard ha scoperto che quando si ha la possibilità di guardare la mano mentre viene stimolata la discriminazione tattile diventa più precisa.

Insieme a Haggard, Matthew Longo ha applicato queste scoperte alla percezione del dolore. In pratica chiedeva ad alcuni soggetti di osservare (o meno) la propria mano mentre un laser impartiva una piccola dose di dolore. Sorprendentemente i soggetti sentivano meno dolore quando potevano osservare la propria mano.

Secondo i risultati, non si trattava di una semplice differenza soggettiva (una dissociazione dal dolore) ma guardare la mano induceva una vera e propria modifica fisiologica nel cervello.

In pratica il dolore diminuiva realmente.

L’osservare la parte dolorante inibisce il dolore ad un livello cerebrale. Questa tesi è sorprendente perché razionalmente ognuno di noi potrebbe pensare esattamente il contrario. Ad esempio, se porti un bambino a fare una vaccinazione noterai subito che ha la tendenza a non guardare l’ago.

Secondo i ricercatori osservare l’oggetto che provoca il male ne aumenta la percezione ma se invece si riesce ad osservare solo la parte dolorante allora il dolore diminuisce.

È una scoperta interessante che ci spalanca il mondo delle nostre percezioni, mostrando per l’ennesima volta ciò che personalmente avevo già sperimentato con anni di studio di PNL: l’essere umano ha la possibilità di controllare le proprie sensazioni.

Spesso mi sento dire: “Sono triste, cosa ci posso fare?”

La verità è una: puoi decidere di assumerne il controllo e cambiare stato.

Perché è quello che dimostrano questi esperimenti: nel momento in cui orientiamo la nostra attenzione su un singolo punto ecco che adoperiamo un meccanismo selettivo che ci farà notare unicamente ciò che è presente nel nostro campo di osservazione; ma, allo stesso modo, se la nostra attenzione è orientata altrove ecco che ciò che noteremo sarà completamente diverso.

Ora non sono sicuro che questi argomenti possano davvero interessanti, ma se volessi iniziare un percorso per insegnare alla tua mente ad orientarsi solo verso le sensazioni che preferisci (e notare come questo influenza non solo la tua percezione, ma tutta la tua vita) allora ti invito a venirmi a trovare qui.

Su di me PNL Corsi

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Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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