3 consigli per rendere più persuasiva la tua comunicazione verbale

La comunicazione verbale rappresenta solo una parte del potenziale della comunicazione.

È sicuramente quella più “rumorosa”, quella che più si nota quando ci relazioniamo agli altri.

Fare attenzione alle parole utilizzate ti permette di avere una comunicazione più efficace e a rendere ogni tua frase molto più persuasiva.

Il linguaggio che utilizzi, infatti, si presenta pieno di sorprese nel momento in cui smetti di trattarlo come un oggetto consumato dall’abitudine e lo osservi con l’interesse di volerne scoprire la ricchezza.

Proprio in quest’ottica, ovvero dare valore ad ogni singola parola, voglio darti tre consigli su come puoi rendere più persuasiva la tua comunicazione verbale.

Si tratta di due accortezze e un principio che, se applicati nel modo opportuno, ti aiuteranno a far accettare più facilmente le tue idee.

Entriamo nel dettaglio.

Comunicazione verbale: non, ma e il potere evocativo delle parole

Oggi, la comunicazione è tutto.

Attraverso la comunicazione ci rapportiamo con le persone importanti della nostra vita, con i colleghi, con i clienti e anche con un mucchio di sconosciuti attraverso internet.

Ecco perché è bene comprendere al meglio i principi e le regole che la governano, ed ecco perché migliorando la comunicazione è possibile rendere migliore anche la propria vita.

Ti avevo promesso alcuni consigli per rendere più efficace la tua comunicazione, utili soprattutto nella scelta delle parole.

Ecco a te.

1) Evita le negazioni

Esiste un fenomeno psicologico secondo il quale la nostra mente inconscia non riconosce la negazione.

Cosa significa questo?

Ti faccio subito un esempio: “Prova a non pensare ad una giraffa con cilindro e monocolo”.

Che tu ne sia cosciente o meno, per poter eseguire questo compito devi necessariamente pensare alla giraffa con il cilindro e il monocolo, e solo dopo darti il compito di pensare a qualcosa di diverso.

Il fatto è che la parola che esprime un’idea è di per sé evocativa (ma questo lo vedremo nel dettaglio al punto 3). La negazione interviene solo in un secondo momento. Ma, intanto, quella cosa l’abbiamo almeno pensata.

Quindi la prossima volta che dici a qualcuno “Non agitarti” ricordati di questo fenomeno e, magari, formula la frase in modo diverso.

Molto spesso i bravi persuasori usano questa affermazione: “Non fidarti di me”. Ma il realtà quello che ti stanno dicendo è l’esatto opposto: fidati di me.

2) Il potere cancellatore del “ma”

A volte l’esame attento di una singola parola lascia intravedere un potere insospettabile e, come la parola “non”, anche la parola “ma” è certamente una di queste.

Leggi con attenzione la seguente frase: “Sono d’accordo con te, ma penso che dovresti considerare anche…”

L’utilizzo del “ma” come congiunzione tra le due frasi è probabile che faccia percepire la comunicazione come “non sono d’accordo”, indipendentemente dall’intenzione di chi sta comunicando.

Il ma (così come il però) sono due paroline tanto usate quanto sottovalutate. Hanno un potere enorme nel cancellare l’effetto della frase precedente.

Quando si inizia una risposta con “Sì, ma…” ecco che chi ascolta percepisce il tutto come una negazione, proprio perché il “ma” elimina il valore del sì.

A riguardo c’è una storiella in cui una madre dice ad una figlia: “Lo so che è brutto ma è ricco”. E la figlia risponde: “Lo so che è ricco ma è brutto”.

È di estrema importanza fare attenzione al modo in cui usiamo il “ma”, così come diventa fondamentale imparare a sostituirlo con la coniugazione “e” oppure l’avverbio “contemporaneamente”.

Nota la differenza tra queste tre frasi:

  • Ciò che dici è vero ma è vero anche il suo contrario
  • Ciò che dici è vero e è vero anche il suo contrario
  • Ciò che dici è vero, contemporaneamente è vero anche il suo contrario

La prima, con il “ma” va a negare il senso dell’affermazione precedente, la seconda e la terza invece vanno ad implicare l’esistenza di entrambe le affermazioni sullo stesso piano.

3) L’effetto evocativo delle parole

Come accennato al punto 1, le parole che vengono utilizzate hanno un potere evocativo che induce ad attivare i nostri sensi.

Se, ad esempio, leggi a frase “al gusto di cioccolata” ti verrà in mente il cioccolato, forse una sua rappresentazione visiva, o il ricordo del suo sapore. Ma (e nota come questo “ma” è inserito in modo strategico) ti sfuggirà un elemento importante della frase stessa: al gusto di; ciò implica che ciò a cui si sta riferendo ha il sapore della cioccolata, ma di cioccolata vera e propria non ne ha neppure l’ombra.

Inoltre, le parole fortemente legate a contenuti emotivi tendono ad allontanarci da decisioni ragionate e pensate, e il modo in cui ci vengono presentate le cose è determinante per costruire in noi una certa impressione.

Cosa diresti se ti dicessero che l’intervento dell’esercito potrebbe salvare la vita a 400 persone su 600?

Quasi certamente saresti propenso ad approvare la missione.

Ma come reagiresti, invece, se ti dicessero che l’intervento dell’esercito potrebbe causare la morte di 200 persone su 600?

Le cifre sono esattamente le stesse, eppure, nel secondo caso, ciò che nella tua mente risalta è la morte di 200 persone e, in questo caso, la missione dell’esercito risulterebbe sicuramente meno accettabile.

Migliorare la comunicazione verbale con la PNL

Quelli che abbiamo visto sono alcuni consigli semplici e facilmente applicabili che possono avere un grande impatto sull’efficacia della tua comunicazione.

Se poi vuoi diventare un comunicatore di altissimo livello e raggiungere sempre gli obiettivi che ti poni nel momento in cui comunichi, devi fare uno step in più: studiare ed applicare la PNL.

Lo studio della Programmazione Neuro-Linguistica aiuta enormemente a migliorare la propria comunicazione e a renderla efficace, dove per efficace intendo il fatto che ogni volta che noi iniziamo una comunicazione abbiamo una intenzione. Questa intenzione poi può essere raggiunta, così come può fallire.

La PNL ha studiato i modelli di eccellenti comunicatori che con le loro parole sono stati in grado di raggiungere i propri scopi, e ha reso questi modelli accessibili e applicabili da chiunque.

Ecco perché si dice che il percorso di PNL Practitioner è così trasformativo: perché rende le persone in grado di ottenere quello che vogliono, attraverso (anche) una migliore comunicazione con sé stessi e con gli altri.

Ad Maiora

Dr Roberto Castaldo

Su di me Roberto Castaldo

Esperto #1 in Italia sul Performance Management Giornalista pubblicista iscritto all’Albo nazionale dei Giornalisti presso l’Ordine Regionale della Campania Coach Professionista riconosciuto ex Legge 4/2013 Sono un Performance Management Specialist, ex atleta ed allenatore di Basket, appassionato di cartoni animati e cultura pop anni ‘80.

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