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Come superare i pregiudizi limitanti

Impariamo a riconoscere i nostri pregiudizi cognitivi

 

Quando non siamo in grado di valutare le alternative e preferiamo restare nella zona conosciuta, non stiamo sfruttando pienamente il nostro potenziale e alla fine del percorso, probabilmente, potremmo chiederci: “cosa sarebbe successo se …?”

I pregiudizi cognitivi sono deviazioni del processo del pensiero che portano a distorsioni, ad un giudizio inesatto o ad una interpretazione illogica degli eventi. In molti casi, questi pregiudizi sono legati alla necessità di prendere una posizione rispetto a determinati stimoli senza, però, avere tutte le informazioni necessarie; così, si corre il pericolo di trarre delle conclusioni sbagliate.

Ovviamente, i pregiudizi cognitivi ci permettono di agire in fretta, ma non sempre ci fanno prendere la decisione migliore; spesso ci trattengono bloccati nella nostra zona di comfort, dove ci sentiamo al sicuro, impedendoci di sviluppare tutto il nostro potenziale.

Anche se a volte avere dei pregiudizi in relazione ad una situazione (es: tocco il fuoco quindi mi brucio) può essere utile per prendere decisioni sicure e in tempi rapidi, altre volte può portare a decisioni sbagliate. Uscire da questo modo di pensare, dalla propria sfera di comfort, può portare a valutare nuove opportunità. La buona notizia è che una volta che si impara a riconoscere i pregiudizi cognitivi sarà facile non farsi più influenzare.

Ma quali sono le distorsioni cognitive più limitanti?

1) L’effetto conferma: è, tra i tipi di pregiudizi, la forma più diffusa, infatti colpisce quasi tutti indistintamente. L’effetto conferma consiste nel ricercare, dare credito e selezionare tutte quelle ipotesi o informazioni che supportano la nostra credenza, ad esempio: “Sono brutto e nessuna donna mi vuole. Le donne vogliono solo le persone belle”. La persona che soffre di questo tipo di pregiudizi tenderà ad arroccarsi nella propria convinzione, escludendo così qualsiasi alternativa. Come vittime di questo pregiudizi, tendiamo a chiuderci di fronte a nuove idee o posizioni che sono diverse dalle nostre, ci trinceriamo nella nostra posizione e ci rifiutiamo di fare un passo ulteriore, se non altro per raggiungere un’intesa con l’altra persona o per allargare i nostri orizzonti.

2) L’effetto carrozzone: molte persone lo negano, forse perché non se ne rendono conto, ma spesso e volentieri siamo pronti a seguire la massa. Basta che una grande parte si schieri su una posizione – anche sbagliata – e le persone, pur non sentirsi isolate, si aggregano al coro senza pensarci due volte. Pensate quante pubblicità si basano su questo concetto: “Già 100.000 persone hanno scelto…” oppure “XYZ, l’auto preferita dagli italiani”. Non è così? Le aziende, puoi starne certo, non investono centinaia di migliaia di euro per niente.

3) La negatività: molte volte si sente dire di dover “pensare positivo” e di non essere pessimista, ma questo non è un semplice atto volontario. Studi recenti – sempre che ce ne fosse stato bisogno – hanno dimostrano che il nostro cervello ha la tendenza ad avere ricordi negativi piuttosto che positivi. I media lo sanno da sempre, ecco perché nei giornali o telegiornali ci sono sempre notizie di tragedie, furti, maltempo (è sempre l’inverno più freddo o l’estate più calda). Tutto ciò avviene perché la nostra mente ha la tendenza a dare rilievo alle notizie negative. Madre Teresa di Calcutta una volta disse: “Non farò mai una manifestazione CONTRO la guerra, semmai a FAVORE della pace”.

4) La fissità funzionale: un altro dei pregiudizi limitanti riguarda la tendenza ad abituarsi a fare sempre le stesse cose, come risposta ad una incapacità di trovare soluzioni alternative a quelle abitudinarie, come vedere le cose sempre dalla solita prospettiva e farle sempre nello stesso identico modo. Questo meccanismo è ben conosciuto, tant’è che alcune famose case automobilistiche hanno cercato di affrontare il problema della fissità funzionale per ciò che riguarda la tematica delle auto elettriche.

5) La proiezione: questo tipo, tra tutti i pregiudizi, lo sperimentiamo quando crediamo che la persona che ci sta di fronte la pensa come noi o che arriverà alle nostre stesse conclusioni. Niente di più sbagliato; il modo di pensare delle persone è la conseguenza di una serie di fattori che, per forza di cose, sono diversi dai nostri. Spesso non ci rendiamo neanche conto che col passare del tempo il nostro pensiero o le nostre convinzioni possono cambiare e, quello che una volta ci andava bene ed era accettato, improvvisamente non lo è più!

6) La distorsione del passato: la distorsione retrospettiva è forse tra i più dannosi pregiudizi cognitivi in quanto, chi ne è colpito, è convinto che tutte le decisioni prese in passato sono state giuste più di quanto lo siano state realmente. Questo tipo di revisione del ricordo lo facciamo per sentirci meglio in quanto non è più possibile modificare il passato e ,quindi, ci auto-inganniamo convincendoci di aver optato per la scelta migliore tra quelle disponibili. Tuttavia, l’auto-inganno non è mai la soluzione migliore, perché ci impedisce di imparare dai nostri errori e ci blocca in un circolo vizioso. L’assunzione di un atteggiamento obiettivo, per quanto riguarda le nostre decisioni, ci permette di crescere e sviluppare ulteriormente il nostro potenziale, cambiando forse il modo in cui abbiamo intrapreso il cammino, facendoci scegliere una direzione diversa.

7) La paura della perdita: “Chi lascia la vecchia strada per quella nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Molto spesso tendiamo a rimanere agganciati a situazioni affettive, lavorative, di amicizia, o non vogliamo cambiare questo o quell’oggetto per la paura di perdere quello che abbiamo, per la paura di cambiare. Ad esempio: quante persone restano a lavorare in posti dove non si trovano bene?

8) L’effetto ancoraggio: si tratta della tendenza ad “ancorarsi” ad un elemento, o una parte di esso, ignorando il resto. Siamo vittime di questi tipi di pregiudizi quando, per esempio, compriamo considerando solo il prezzo del prodotto o quando ci arrabbiamo con il nostro partner per un incidente isolato, concentrandoci solo su un difetto, sorvolando sull’insieme delle qualità della persona. L’effetto ancoraggio ci porta ad adottare una visione molto distorta della realtà; è come se ci muovessimo nella vita indossando dei paraocchi che ci permettono di vedere solo alcuni dettagli. Così facendo non analizzeremo mai le situazioni nel loro insieme, non avremo una visione globale degli eventi e, con il tempo, prenderemo solo delle pessime decisioni.

9) La scatola nera, l’effetto famiglia: l’ho lasciato per ultimo, e forse molti lo danno per scontato, ma soprattutto da piccoli registriamo tutto. Quante volte compiamo delle scelte solo perché ci risultano familiari? Questo tipo di impronta, molto spesso, l’abbiamo ricevuto durante l’infanzia dalla nostra famiglia, e questo ci trasmette una certa sicurezza. Votare questo o quel partito, preferire questa o quella marca di auto, di pasta e così via. Anche questo ci impedisce di valutare bene le alternative.

Se pensi di non essere mai stato vittima di questi pregiudizi cognitivi, probabilmente stai soffrendo di ciò che viene conosciuto come “pregiudizio del punto cieco“, che si verifica nei casi in cui non ci si rende conto dei propri pregiudizi, considerando se stessi come persone più oggettive rispetto alle altre.

Vuoi sapere come aprire la tua mente e non avere pregiudizi di nessun tipo?

Sono due le cose da fare:

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Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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