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Come comunicare in maniera efficace a scuola

La qualità della comunicazione dipende dalla risposta che si riceve (anche a scuola)

 

La funzione della scuola, oltre ad erogare sapere, dovrebbe essere quella di garantire una crescita umana e civile dello studente; la comunicazione degli insegnanti, così, gioca un ruolo cruciale per questo obiettivo formativo-educativo e la loro competenza non è più valutata solo sulla trasmissione dei contenuti didattici, ma anche attraverso tutta una serie di altre iniziative da cui possono dipendere i successi o gli insuccessi degli allievi a scuola, la stima o disistima di sé, la serenità o i turbamenti psicologici.

Parlando della comunicazione degli insegnanti, non si può oggi non citare lo psicologo Thomas Gordon, autore del libro “Teacher Effectiveness Training”, che propone alcune metodologie utili da utilizzare a scuola per creare un’efficace relazione fra insegnante e allievo, nonché fra gli allievi stessi. Grande importanza, in questi contesto, rivestono l’accettazione, l’autenticità, l’empatia, la fiducia (secondo il modello di Carl Rogers) e la corretta comunicazione degli insegnanti con i giovani, al fine di promuovere la loro autostima, l’autocontrollo e la creatività. Fattore rilevante per capire l’insegnamento che a scuola funziona rispetto a quello che fallisce, quello che procura soddisfazione rispetto a quello che procura stress, è senz’altro la qualità del rapporto docente-discente, intrinsecamente definito da specifiche modalità di interazione (leggi anche http://www.pnlcorsi.it/sgridare-i-figli-e-sbagliato/).

Secondo Gordon, sono tre le tecniche fondamentali di comunicazione che gli insegnanti devono tenere a scuola, al fine di modificare i comportamenti inadeguati degli studenti:

1) Ascolto attivo, ossia l’insegnante “riflette” il messaggio dell’alunno, recependolo senza emettere valutazioni personali, facendolo sentire così accettato, in modo che l’allievo possa giungere da solo alla soluzione dei suoi problemi,

2) Messaggio-Io, ossia la tecnica per cui l’insegnante mette a confronto i propri sentimenti e bisogni con i comportamenti disturbanti del ragazzo, in modo che quest’ultimo si renda conto delle conseguenze del proprio agire e delle reazioni che ciò determina negli altri. In altre parole, una comunicazione inefficace è data dal messaggio-Tu che esprime un giudizio (“Tu sei disordinato”), e dunque provoca ribellione ed atteggiamenti difensivi; una comunicazione efficace, invece, è data dal messaggio-Io (“Io mi irrito quando…”), poiché non esprime alcuna valutazione su colui che compie l’azione, agevolando il dialogo,

3) La risoluzione dei conflitti con il problem solving, ossia un metodo senza perdenti che porti insegnanti e alunni a “vincere insieme”, cercando una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.

La comunicazione delle regole a scuola, per essere davvero efficace, necessita di alcuni accorgimenti; innanzitutto, gli insegnanti dovrebbero esprimerle al positivo: la regola deve trasmettere il comportamento adeguato, per questo è utile che sia espressa in termini positivi, ponendo l’attenzione sull’azione corretta (“Alzate la mano prima di parlare”).

I divieti (“Non dovete parlare tutti insieme”) sono un esempio di regole espresse al negativo, perché mostrano l’azione scorretta e rafforzano il ricordo di ciò che non va fatto; è utile esprimerle in modo chiaro e coinciso, con poche e concrete regole, che non siano né vaghe nè descritte attraverso verbi d’azione. Dunque, non un’affermazione del tipo “Se vi dondolate sulla sedia potreste cadere e farvi male e poi piangete…” ma “State seduti con le gambe sotto il banco”.

Gli studi sull’apprendimento affermano che, se si rimprovera un comportamento e allo stesso tempo si dà la regola, quest’ultima acquisisce valore negativo come il rimprovero; è più efficace, dunque, una regola espressa in un contesto piacevole. Un’attenzione particolare andrebbe data, così, anche agli aspetti meta-verbali della comunicazione degli insegnanti a scuola, come ad esempio lo sguardo, il tono di voce ed i gesti.

E, cosa ancor più importante, i docenti a scuola dovrebbero sempre notare e valorizzare il lato positivo dei comportamenti degli alunni, con affermazioni del tipo “Bravo, trovo il tuo intervento pertinente”, e non il classico “Finalmente! Hai aspettato la fine dell’anno per iniziare a studiare?”.

Gli insegnanti, con la loro comunicazione a scuola, hanno la capacità di influenzare in maniera positiva le performance che ottengono dai loro allievi, così come chiunque quando si relaziona con un’altra persona: è questo uno degli insegnamenti alla base della PNL, che a Napoli ha il suo maggior esponente nel dott. Roberto Castaldo, Licensed Trainer di PNL e fondatore della 4 M.A.N Consulting, con il suo corso PNL Practitioner.

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Su di me PNL Corsi

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Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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