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Che differenza c’è tra il cervello maschile e quello femminile?

E’ tutta una questione di sinapsi del cervello

 

E’ una storia vecchia quanto il mondo quella secondo la quale gli uomini e le donne sono destinati a non capirsi mai fino in fondo, nonostante siano naturalmente attratti l’uno dall’altra e, nella grandissima maggioranza dei casi, portati a trascorrere insieme le loro rispettive vite.

A questa incomunicabilità di fondo tra i due sessi ci pensano il marito e la moglie quando litigano per il più banale dei motivi, lo sostiene il fidanzato quando la sua dolce metà con comprende a pieno quelle che sono le sue passioni, ci crede fortemente anche la ragazza che in discoteca ha conosciuto colui che credeva essere il ragazzo dei suoi sogni, il quale però, una settimana dopo il loro incontro, non l’ha ancora chiamata né le ha mandato un messaggino.

Questi possono sembrare esempi banali, che magari qualcuno potrà sminuire e ridurre a semplici battute, trovando altre centinaia di motivi per i quali due persone sono portate a litigare o ad ignorarsi; fatto sta che, in verità, episodi del genere sono la pura e semplice dimostrazione di quello che chiunque, almeno una volta nella sua vita, ha sostenuto, e che oggi trova finalmente il suo fondamento scientifico.

Il cervello degli uomini e delle donne sono diversi, e la discriminante che crea una netta separazione tra cervello maschile e cervello femminile è legata al diverso modo con il quale i neuroni entrano in collegamento tra di loro.

Secondo una ricerca condotta dalla University of Pennsylvania, cioè che distingue il cervello maschile da quello femminile è il modo attraverso il quale le sinapsi, ovvero le connessioni tra i neuroni all’interno dei due emisferi cerebrali, entrano in contatto e in relazione tra di loro; lo studio, infatti, sostiene che mentre negli uomini le sinapsi avvengono tutte all’interno di uno stesso emisfero, nelle donne i due emisferi, invece, molto spesso dialogano, grazie alle connessioni neurali e alle sinapsi che sono di tipo interemisferiale, come, più in generale, lo sono tutte le connessioni presenti nel loro cervello.

L’indagine degli studiosi di psicologia della University of Pennsylvania è stata condotta su un campione di 949 persone di età compresa tra gli 8 e i 22, di cui 521 donne e 428 uomini, i cui cervelli hanno portato alla luce una scoperta che ha ben pochi precedenti nella storia della ricerca antropologica.

Se dunque, nelle donne, le connessioni neuronali mettono in collegamento i due emisferi del cervello, ciò, invece, non accade nel cervelletto, la zona che controlla il coordinamento motorio e i movimenti, dove si viene a verificare la situazione opposta, ovvero gli uomini mostrano delle sinapsi di tipo interemisferiale, mentre le donne attivano soltanto connessioni separate tra emisfero ed emisfero.

Altro elemento da non sottovalutare, infine, è la questione del peso del cervello: le donne hanno un cervello più piccolo e più leggero rispetto a quello degli uomini; questa, però, non è una grande scoperta, visto che già in precedenza altri studi avevano evidenziato questo stato di cose.

Il cervello medio di una donna pesa all’incirca 1,200 chilogrammi contro gli 1,350 chilogrammi di quello maschile. Tuttavia, non è insolito riscontrare anche negli uomini la presenza di un “cervello-piuma” molto più ridotto rispetto alla media, e in questo senso il caso più famoso è sicuramente quello dello scienziato Albert Einstein.

Quindi, ben oltre quelle che sono le questioni relative alla massa e al volume, ciò che conta davvero per distinguere il cervello degli uomini e quello delle donne sono le connessioni o le sinapsi fra i neuroni, un ulteriore passo in avanti nella piena comprensione e conoscenza di quella che è la macchina più straordinaria che si trova nel corpo umano.

In fin dei conti, allora, ha ragione chi sostiene da sempre che uomini e donne sono destinati a non capirsi mai, eppure, invece che appellarsi alla scienza, magari sarebbe bene capire in che modo poter migliorare la propria comunicazione per renderla più efficace e meno soggetta a possibili fraintendimenti.

E’ questo uno degli insegnamenti forniti dalla PNL, la disciplina nata negli anni ’70 dall’iniziativa di John Grinder e Richard Bandler, desiderosi di scoprire le tecniche a disposizione di ogni essere umano per raggiungere il successo.

Oggi, la PNL ha il suo maggiore esponente nel Sud Italia nel dott. Roberto Castaldo, Licensed Trainer di PNL e fondatore della 4 M.A.N Consulting, e nel suo corso PNL Practitioner.

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Su di me Roberto Castaldo

Mi presento sono Roberto Castaldo Imprenditore, Business, Corporate e Sport Coach. Sono un consulente aziendale e formatore professionista specializzato nella gestione delle risorse umane.

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