Nel mondo della Programmazione Neuro Linguistica (PNL), uno dei concetti più potenti e meno conosciuti, seppur di straordinaria efficacia, è quello delle submodalità.
Le submodalità rappresentano le caratteristiche specifiche attraverso cui il nostro cervello codifica e interpreta ogni esperienza, determinando come la viviamo al nostro interno e come reagiamo emotivamente.
Tutti noi organizziamo le informazioni che riceviamo dall’ambiente esterno attraverso i cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.
Ma ciò che rende davvero unica la nostra esperienza soggettiva sono le qualità con cui rappresentiamo queste informazioni nella nostra mente: luminosità, distanza, intensità, volume, nitidezza, temperatura, movimento, solo per citarne alcune.
Queste sono le submodalità.
Perché questo tema è così rilevante?
Perché ogni decisione, ogni scelta, ogni emozione, e persino la percezione di un problema o di un obiettivo, è influenzata da come elaboriamo internamente le informazioni.
Le submodalità determinano, in larga misura, il nostro stato emotivo e la nostra capacità di agire in modo efficace.
Imparare a riconoscerle e a modificarle consente di cambiare il significato attribuito alle esperienze, migliorando la gestione delle emozioni, la comunicazione con sé stessi e con gli altri e, di conseguenza, le performance personali e professionali.
Nel corso di questo articolo scopriremo cosa sono esattamente le submodalità, come funzionano, quali sono le principali tipologie e come possono essere utilizzate concretamente nella vita quotidiana.
Partiamo dal dare una definizione e un significato al concetto di submodalità.
Cosa sono le submodalità?
Le submodalità sono le caratteristiche sensoriali delle rappresentazioni interne che creiamo nella nostra mente.
Ogni esperienza che viviamo viene codificata nel cervello attraverso i nostri cinque sensi e attraverso proprietà specifiche, dette submodalità.
Queste ultime determinano come percepiamo la realtà e come reagiamo emotivamente agli eventi della nostra vita.
Per esempio, quando ricordiamo un evento piacevole, possiamo visualizzarlo come un’immagine luminosa e nitida o come un video sfocato e distante.
Se pensiamo a una voce rassicurante, possiamo percepirla come calda e vicina oppure fredda e lontana. Questi dettagli definiscono il nostro modo di elaborare le informazioni e influenzano le emozioni e le reazioni che proviamo.
Le submodalità sono, in sostanza, i dettagli dei canali rappresentazionali e soprattutto sono i mattoni fondamentali della nostra esperienza soggettiva.
Per questo motivo, modificando una o più submodalità, possiamo cambiare il significato e l’impatto emotivo di un’esperienza.
Ad esempio, un ricordo negativo può perdere intensità se lo rimpiccioliamo mentalmente, lo rendiamo più sfocato o lo spostiamo più lontano nella nostra mente.
Al contrario, un obiettivo motivante può diventare ancora più coinvolgente se lo immaginiamo grande, luminoso e vicino.
La comprensione delle submodalità ha una grande rilevanza nella Programmazione Neuro-Linguistica, poiché permette di accedere ai processi inconsci con cui la nostra mente struttura la realtà.
Origine e sviluppo del concetto di submodalità
Il concetto di submodalità nasce all’interno della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) grazie al lavoro di Richard Bandler e John Grinder negli anni ’70.
I due co-ideatori della PNL osservarono che le persone codificano le esperienze nella propria mente attraverso i cinque sensi e che all’interno di ciascun senso esistono ulteriori dettagli che influenzano profondamente le emozioni e i comportamenti.
Bandler in particolare si accorse che modificando questi dettagli sensoriali si poteva cambiare radicalmente l’esperienza soggettiva di un individuo.
Questo portò alla formalizzazione delle submodalità come uno degli strumenti più potenti della PNL, utilizzato per trasformare convinzioni, emozioni e schemi di pensiero limitanti.
Da allora, le submodalità sono diventate un pilastro delle tecniche di cambiamento personale e professionale, trovando applicazione in vari settori.
Oggi vengono studiate e applicate da coach, terapeuti e formatori per aiutare le persone a ristrutturare la propria percezione della realtà e ottenere risultati concreti nel miglioramento delle proprie prestazioni e del proprio benessere.
Perché utilizzare le submodalità: 2 vantaggi principali
Quando governi le submodalità ottieni in particolare due benefici molto importanti.
Il primo è che hai molte più informazioni.
Immagina che differenza fa quando, stringendo la mano ad una persona che incontri per la prima volta, riesci a sentire la pressione, il battito, la sudorazione, il suo livello di energia invece del semplice stringere la mano, dire “piacere!”, stare sulla tua “mappa” e magari dimenticare anche il nome della persona.
Il secondo beneficio ha a che fare con il cambiamento.
Molte persone, ad esempio, riescono ad abbassare a zero l’impatto emotivo di una rappresentazione spiacevole semplicemente rimpicciolendola, oppure distorcendo la voce della persona che gli parla.
Una volta che individui “quella” submodalità che fa la differenza in te e nelle persone, allora ogni cambiamento diventa un’esperienza a portata di mano.
Tipologie di submodalità
Se ti è chiaro il concetto, immaginerai che esistono tantissimi tipi di submodalità.
Una prima distinzione possiamo farla tra:
- le submodalità digitali che hanno caratteristiche che si escludono a vicenda come dentro/fuori, acceso/spento. Il risultato è “A o B” e il loro campo è limitato a 2 sole possibilità;
- le submodalità analogiche che hanno caratteristiche “Crescente/Decrescente” ed il loro campo di possibilità è superiore a 2. Esempi possono essere la luminosità di una lampada, il volume di una radio, caratteristiche che possono aumentare e diminuire.
Un’altra categorizzazione possiamo farla in base al canale rappresentazionale a cui sono legate e che caratterizzano in modo più dettagliato.
Vediamo le principali submodalità per ogni canale rappresentazionale della PNL.
1. Submodalità visive
- Luminosità (chiaro/scuro): indica quanto un’immagine mentale appare luminosa o scura.
- Colore (a colori/bianco e nero): riguarda la presenza o l’assenza di colori
- Dimensione (piccolo/grande): si riferisce alla misura percepita
- Distanza (vicino/lontano): indica quanto qualcosa appare lontana o vicina rispetto al punto di osservazione.
- Prospettiva (associato/disassociato): descrive se si vede qualcosa attraverso i propri occhi (associato) o come osservatori esterni (disassociato).
2. Submodalità uditive
- Volume (alto/basso): indica quanto forte o debole è percepito un suono
- Tonalità (acuto/grave): si riferisce all’altezza del suono, ovvero se è più squillante o più profondo.
- Distanza (vicino/lontano): indica quanto un suono sembra provenire da vicino o da lontano.
- Direzione (destra/sinistra/sopra/sotto): riguarda il punto da cui proviene il suono rispetto alla posizione dell’ascoltatore.
- Velocità (veloce/lento): descrive il ritmo con cui un suono o una voce viene percepita.
3. Submodalità cinestesiche
- Intensità (forte/debole): indica quanto è intensa o leggera una sensazione corporea.
- Temperatura (caldo/freddo): si riferisce alla percezione termica di una sensazione.
- Pressione (leggero/pesante): riguarda la forza esercitata da una sensazione sul corpo.
- Movimento (fermo/in movimento): descrive se la sensazione è statica o dinamica.
Queste caratteristiche determinano l’impatto emotivo delle nostre esperienze interne.
Cambiando le submodalità, possiamo amplificare o modificare il modo in cui percepiamo una sensazione o viviamo un’esperienza, ottenendo risultati significativi nel nostro benessere psicologico e nelle nostre performance.
Come le submodalità influenzano le emozioni (+ esercizio)
Le submodalità giocano un ruolo fondamentale nella gestione delle emozioni e nella nostra percezione delle esperienze passate e presenti.
La maniera in cui un evento è rappresentato (anche attraverso le submodalità) nella nostra mente ne determina l’intensità emotiva.
Ad esempio, un ricordo doloroso visualizzato con immagini scure, ravvicinate e nitide avrà un impatto emotivo molto più forte rispetto a un ricordo sfocato, distante e in bianco e nero.
Lo stesso vale per i suoni e le sensazioni: una voce severa e vicina può risultare più angosciante di una voce bassa e lontana.
Per comprendere meglio questo meccanismo, prova il seguente esercizio pratico:
- Pensa a un ricordo piacevole e nota le sue caratteristiche sensoriali: quanto è luminosa l’immagine? È in bianco e nero o a colori? È grande o piccola? I suoni sono chiari o ovattati? Quali sensazioni fisiche provi?
- Modifica alcune submodalità: ad esempio, prova a rendere l’immagine più grande e luminosa, avvicinala a te oppure aumenta il volume dei suoni positivi.
- Osserva come cambia la tua emozione: noterai che piccoli cambiamenti nelle submodalità possono amplificare il piacere associato a quel ricordo.
Ora, prova lo stesso esercizio con un ricordo meno piacevole.
Riduci la sua nitidezza, allontana l’immagine, rendila più piccola e sfocata, abbassa il volume dei suoni negativi.
Spesso, queste modifiche possono ridurre l’impatto emotivo negativo e aiutarti a gestire meglio le emozioni legate a quell’evento.
Questa tecnica viene ampiamente utilizzata nel coaching per aiutare le persone a ristrutturare le proprie esperienze e migliorare il proprio stato emotivo.
Tecniche in cui utilizzare le submodalità
Le submodalità possono essere associate, con grande efficacia, a diverse tecniche di cambiamento, di gestione delle emozioni e di crescita personale
Ecco alcune delle tecniche in cui le submodalità hanno un impatto maggiore.
1. Swish Pattern
Questa tecnica consiste nel creare un’immagine mentale della situazione attuale con le sue caratteristiche sensoriali e sostituirla rapidamente con un’immagine della situazione desiderata, dotata di submodalità potenzianti.
L’idea è che, ripetendo questo processo più volte, la mente inizi ad associare automaticamente il vecchio comportamento con il nuovo stato desiderato.
2. Dissociazione
Viene utilizzata soprattutto per ridurre l’intensità emotiva di un ricordo negativo.
Se un’esperienza traumatica viene vissuta in prima persona con immagini vivide e ravvicinate, la dissociazione prevede di vederla come un film distante, in bianco e nero e con suoni ovattati.
Questa trasformazione riduce l’impatto emotivo e aiuta a gestire meglio i ricordi difficili.
3. Ancoraggio
Le submodalità possono essere utilizzate anche per intensificare uno stato emotivo positivo.
Ad esempio, se un ricordo felice è sfocato, renderlo più nitido e colorato può amplificare il benessere associato.
Questa tecnica è utile per rafforzare la fiducia in sé stessi, migliorare la motivazione e accedere rapidamente a stati emotivi potenzianti.
4. Cambio di prospettiva
Questa tecnica permette di ristrutturare il significato di un’esperienza cambiando il modo in cui la rappresentiamo mentalmente.
Ad esempio, se un evento passato viene vissuto come un fallimento, si può trasformarlo in un’opportunità di apprendimento modificando le submodalità dell’immagine mentale (rendendola più luminosa, meno opprimente o più distante).
5. Regolazione del dialogo interno
La voce interna con cui parliamo a noi stessi può essere modificata attraverso le submodalità uditive.
Ad esempio, trasformare un dialogo interno critico in una voce più calma, rassicurante e distante può ridurre il suo impatto negativo e migliorare la sicurezza in sé stessi.
Queste tecniche, applicate con costanza, possono aiutare a migliorare il proprio stato emotivo, superare limiti autoimposti e sviluppare una mentalità più resiliente ed efficace.
Applicazioni pratiche delle submodalità
Come avrai capito, le applicazioni delle submodalità sono infinite.
Dal modo in cui comunichiamo con noi stessi e con gli altri a come viviamo ricordi e situazioni, da come gestiamo le emozioni a come utilizzarle per ottenere risultati migliori in ogni ambito della vita.
Ecco alcuni esempi di applicazione pratica, in situazioni che ti possono essere familiari.
Business e Leadership
I manager e i leader possono utilizzare le submodalità per migliorare la comunicazione persuasiva, la gestione delle emozioni e la motivazione del team.
Ad esempio:
- Modificare le submodalità visive di un problema (vedendolo più piccolo o più distante) può ridurre lo stress legato a situazioni complesse.
- Cambiare il tono del dialogo interno può aiutare a sviluppare una maggiore sicurezza in sé stessi durante una negoziazione o una presentazione.
- Rafforzare le immagini mentali di successo può migliorare la fiducia e la capacità decisionale.
Vendite e Marketing
Comprendere come i clienti percepiscono un prodotto o un servizio aiuta a creare messaggi più efficaci e persuasivi.
Alcuni esempi includono:
- Modificare il linguaggio e le descrizioni di un prodotto utilizzando termini che evocano immagini vivide e coinvolgenti.
- Creare spot pubblicitari che sfruttano submodalità potenzianti, come immagini luminose e suoni avvolgenti, per suscitare emozioni positive nei clienti.
- Utilizzare la voce e il tono giusto nelle chiamate di vendita per influenzare la percezione del valore di un’offerta.
Sport e Performance
Gli atleti utilizzano la PNL per rafforzare la concentrazione e migliorare le loro prestazioni.
Alcune tecniche includono:
- Visualizzare una gara con submodalità potenzianti (immagini nitide, colori brillanti, suoni motivanti) per migliorare la preparazione mentale.
- Dissociare i fallimenti passati riducendo l’intensità delle immagini negative per evitare il blocco mentale e aumentare la resilienza.
- Creare ancoraggi positivi utilizzando submodalità tattili e uditive per ritrovare rapidamente la giusta concentrazione prima di una competizione.
Apprendimento e Memoria
Le submodalità possono essere sfruttate per migliorare la capacità di apprendimento e memorizzazione.
Alcuni esempi includono:0
- Associare le informazioni a immagini mentali più luminose e dettagliate per facilitarne il ricordo.
- Regolare il tono e la velocità della voce interna mentre si studia per ottimizzare la comprensione e l’assimilazione dei concetti.
- Creare associazioni visive e sonore che rendano più coinvolgente e motivante il processo di apprendimento.
È evidente come l’uso strategico delle submodalità può avvenire in tantissime situazioni di vita quotidiana e ci consentono di ottenere risultati migliori.
Come padroneggiare le submodalità per ottenere risultati straordinari
Le submodalità sono molto più di un semplice concetto teorico della Programmazione Neuro Linguistica.
Sono un vero e proprio strumento pratico che, se utilizzato consapevolmente, permette di cambiare il modo in cui percepiamo il mondo, gestiamo le emozioni e affrontiamo le sfide quotidiane.
Saper riconoscere e modificare le submodalità significa avere il potere di riscrivere le proprie rappresentazioni mentali, superare blocchi emotivi, potenziare la motivazione e migliorare concretamente la qualità della propria vita, sia personale che professionale.
Imprenditori, manager, professionisti e atleti che applicano le tecniche basate sulle submodalità riescono ad affrontare meglio situazioni stressanti, a gestire con maggiore lucidità le relazioni e a ottenere performance superiori.
Se desideri davvero imparare a usare le submodalità con efficacia, il passo successivo è acquisire una formazione strutturata e guidata da professionisti qualificati in PNL.
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